Notte di fuoco su Kiev: raffica di missili russi, colpita anche una nave turca nel Mar Nero
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Redazione Esteri
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Nuova notte di terrore per la capitale ucraina, investita da uno dei bombardamenti più intensi dall'inizio del conflitto. Missili russi hanno bersagliato Kiev e la regione circostante nelle prime ore del 19 luglio, in un attacco che il presidente Volodymyr Zelensky ha definito come uno dei "più grandi attacchi con missili balistici" mai condotti contro la città, scatenando ondate di esplosioni e incendi che hanno costretto la popolazione a cercare rifugio nei sotterranei della metropolitana, già trasformati in un baluardo di sopravvivenza.
L'assalto alla capitale e il bilancio delle vittime
Secondo le prime ricostruzioni, le forze armate russe hanno lanciato oltre 40 missili di vario tipo – tra cui vettori balistici e ipersonici – e circa 120 droni d'attacco, concentrando la maggior parte dei raid sulla capitale ucraina.
Il violento attacco, che si è protratto per circa un'ora tra l'1 e le 2 del mattino, ha provocato la morte di almeno una persona e il ferimento di altre 17 nella sola area di Kiev, con diversi quartieri, tra cui Shevchenkivskyi e Solomianskyi, che hanno riportato gravi danni a edifici residenziali, un dormitorio e un supermercato, avvolti dalle fiamme.
Le operazioni di soccorso, che hanno impegnato quasi 600 operatori di emergenza, sono state rese ancor più difficili dal ripetuto suono delle sirene antiaeree che ha costretto anche i soccorritori a interrompere il lavoro per mettersi in salvo, mentre le deflagrazioni si susseguivano a ritmo serrato e la terra tremava fino a far vibrare i soffitti dei rifugi sotterranei.
La tragedia nel Mar Nero e l'escalation marittima
Ma la furia russa non si è fermata ai cieli di Kiev. In quello che appare come un'estensione del conflitto anche sul fronte marittimo, la marina ucraina ha denunciato un attacco missilistico contro una nave mercantile civile nel Mar Nero. La nave, di proprietà turca e battente bandiera della Guinea-Bissau, è stata colpita da tre missili da crociera mentre lasciava la zona di guerra con un carico di cereali a bordo.
Il bilancio dell'incidente è tragico: secondo le autorità ucraine, si contano almeno cinque membri dell'equipaggio morti, mentre altri otto sono stati tratti in salvo e trasportati in ospedale a Odessa e cinque risultano ancora dispersi. Fonti citate dalla stampa internazionale hanno parlato di un capitano ucraino tra le vittime e di un equipaggio composto da cittadini siriani e indiani, e le autorità di Kiev hanno immediatamente accusato Mosca di aver violato i principi della libertà di navigazione e gli accordi internazionali.
La risposta ucraina e il quadro complessivo degli scontri
Nonostante la violenza dell'offensiva, le forze di difesa di Kiev hanno rivendicato una serie di attacchi di risposta durante la notte, colpendo obiettivi russi sia in mare che sulla terraferma. Lo stato maggiore ucraino ha dichiarato di aver condotto operazioni contro due petroliere russe nel Mar Nero, utilizzate per il trasporto di carburante destinato alle truppe di Mosca, e di aver danneggiato una gru galleggiante nel Mare d'Azov.
Sul suolo russo, le forze ucraine hanno preso di mira un deposito di petrolio nella regione di Stavropol, mentre in risposta ai massicci raid, il presidente Zelensky ha rinnovato l'appello ai partner occidentali per un'accelerazione nelle forniture di sistemi di difesa aerea, in particolare dei missili intercettori per i Patriot, definendo la protezione antibalistica una "priorità assoluta e costante" in questa fase del conflitto.
Le conseguenze degli attacchi si sono estese a macchia d'olio su tutto il territorio ucraino: nelle ultime 24 ore, i raid russi hanno seminato morte e distruzione in diverse regioni, facendo registrare un saldo complessivo di 20 vittime e oltre 140 feriti in tutto il Paese. A Kharkiv, un missile ha colpito il terminal di un'azienda postale, uccidendo quattro persone, mentre a Izium un attacco con droni contro un palazzo residenziale ha ferito 17 persone, tra cui un bambino di un anno.
La situazione, come testimoniato dalle parole di Zelensky, rimane estremamente critica: "I missili intercettori sono necessari ogni giorno", ha dichiarato, sottolineando che "i ritardi nelle nuove decisioni danno a Mosca l'opportunità di pianificare non solo nuovi attacchi contro il nostro popolo, ma anche come evitare nuove restrizioni".




