Gaza city, un milione di persone intrappolate tra le macerie
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Redazione Esteri
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Le ultime ore di Gaza city scorrono all'insegna di una speranza sempre più fragile, mentre l'assedio israeliano si stringe senza tregua, minacciando di soffocare i quartieri centrali e occidentali dove si calcola che oltre un milione di palestinesi sia ammassato, molti dei quali privi ormai della forza necessaria per organizzare un’ennesima, disperata fuga. I portavoce dell'esercito israeliano hanno ufficialmente dichiarato la zona «pericolosa area di combattimento», un annuncio che, come riporta il corrispondente Davide Frattini da Gerusalemme, suona per molti come la conferma di una imminente e ulteriore deportazione interna, volta a spingere la popolazione verso sud o negli already stracolmi campi tendati lungo la costa.
Questa mossa, che segue il piano approvato tre settimane or sono dal gabinetto di sicurezza israeliano nonostante le condanne giunte dall'Onu e da diversi Stati, sta trasformando interi distretti in paesaggi di desolazione. Le immagini satellitari del quartiere Zeitoun, analizzate dal New York Times, ne offrono una prova tangibile: ciò che fino a poche settimane fa era un'area parzialmente in piedi è oggi una landa desolata, ridotta in macerie dall’offensiva terrestre e aerea che prosegue senza sosta.
L'Onu ha espresso profonda preoccupazione per un'offensiva che, se dovesse intensificarsi ulteriormente, rischia di avere un "impatto ancora più orribile" sulla popolazione civile di tutta la Striscia, già stremata da mesi di conflitto e da una crisi umanitaria senza precedenti. Parallelamente, le operazioni militari non si limitano a Gaza: nuovi raid sono stati condotti dall'Idf in Cisgiordania, a ulteriore dimostrazione di un conflitto che continua ad ampliare il proprio raggio d'azione.




