Gaza, Hamas riceve nuova proposta di tregua mentre Israele approva l’occupazione di Gaza City

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre mezzo milione di persone riempivano le strade di Tel Aviv per lo sciopero generale indetto dalle famiglie degli ostaggi, l’esercito israeliano ha confermato il piano di occupare Gaza City, che domani dovrebbe ricevere il via libera definitivo dal ministro degli Esteri Israel Katz. Parallelamente, però, i negoziati per una tregua non si fermano: fonti vicine ad Hamas, citate dall’emittente qatarina Al-Arabi, hanno rivelato che il movimento ha ricevuto una nuova proposta di cessate il fuoco e che la sua risposta è attesa già oggi.

La bozza, secondo un funzionario palestinese interpellato dall’AFP, prevede una tregua di 60 giorni in cambio della liberazione graduale di tutti gli ostaggi ancora detenuti a Gaza. "Si tratta di un accordo quadro – ha precisato la fonte, rimasta anonima – che potrebbe portare a trattative per una soluzione più duratura". Hamas, da parte sua, ha confermato di aver avviato consultazioni interne, coinvolgendo anche altre fazioni palestinesi, prima di prendere una decisione.

Intanto, sullo sfondo di una Striscia ancora sotto il fuoco israeliano, l’Idf ha approvato il piano di evacuazione forzata di Gaza City, che dovrebbe essere completato entro due mesi. Un’operazione che, stando alle dichiarazioni delle autorità di Tel Aviv, mira a "smantellare definitivamente l’infrastruttura terroristica", ma che rischia di aggravare ulteriormente le condizioni della popolazione civile, già stremata da mesi di conflitto.

Non solo tensioni militari, però: il governo israeliano ha accusato Hamas di negare cure mediche tempestive a Marah, una giovane palestinese morta in circostanze non ancora del tutto chiarite. Un episodio che, al di là delle strumentalizzazioni politiche, riaccende i riflettori sulle condizioni disumane in cui versano migliaia di civili, stretti tra la guerra e la mancanza di aiuti essenziali.

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