Studentessa Erasmus violentata a Milano, uno scontrino porta al fermo
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Redazione Interno
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Un cittadino peruviano di 31 anni è stato fermato a Milano con l’accusa di aver violentato una studentessa tedesca in Erasmus, aggredita poco prima dell’alba del 15 ottobre in via Giacosa, nei pressi del Parco Trotter. A indirizzare le indagini dei carabinieri è stato uno zaino recuperato vicino al luogo dell’aggressione, al cui interno si trovavano elementi utili per risalire al sospettato. L’uomo, irregolare sul territorio italiano e senza fissa dimora, è accusato di aver abusato della giovane, che aveva denunciato una violenza sessuale da parte di due sconosciuti mentre stava tornando allo studentato in cui alloggiava.
Lo scontrino del supermercato e la scheda SIM decisivi per le indagini
La svolta investigativa è arrivata dall’analisi degli oggetti contenuti nello zainetto. Tra questi, i militari hanno trovato lo scontrino di un supermercato, un dettaglio che ha permesso di individuare un possibile percorso per identificare la persona ripresa dalle telecamere dell’esercizio commerciale. Esaminando le immagini, gli investigatori sono riusciti a isolare il volto dell’uomo sospettato dell’aggressione. Un secondo elemento, la scheda SIM di un telefono rinvenuta nello stesso zaino, ha consentito di ricavare informazioni sull’utenza associata e di restringere ulteriormente le verifiche sull’identità del presunto responsabile.
Le attività non si sono limitate alla ricostruzione degli acquisti effettuati nel negozio. I carabinieri hanno esaminato anche i filmati dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti nell’area, cercando riscontri sugli spostamenti della ragazza e dell’uomo. Le immagini hanno contribuito a ricostruire alcuni momenti precedenti all’aggressione e a collegare il sospettato alla zona interessata dai fatti. L’incrocio tra le registrazioni, gli elementi recuperati nello zaino e le verifiche sull’utenza telefonica ha permesso agli investigatori di concentrare l’attenzione sul cittadino peruviano, successivamente rintracciato nelle vicinanze di via Padova.
La denuncia della studentessa e i soccorsi dopo l’aggressione
La giovane stava rientrando verso lo studentato dopo aver trascorso la serata con altri studenti stranieri. Durante il tragitto aveva camminato in compagnia per una parte del percorso, ma a un certo punto era rimasta sola. In via Giacosa sarebbe stata sorpresa alle spalle e gettata a terra. La denuncia presentata ai carabinieri il giorno successivo ha permesso di avviare gli accertamenti e di raccogliere la prima ricostruzione dell’accaduto, nonostante lo stato di choc della ragazza. La studentessa ha raccontato di essere stata aggredita da sconosciuti e di aver avuto bisogno dell’intervento di altre persone per ricevere aiuto.
Due passanti sono intervenuti dopo aver sentito o notato quanto stava accadendo, prestando soccorso alla ventunenne e dando l’allarme. La ragazza è stata accompagnata alla clinica Mangiagalli, struttura presso cui ha ricevuto assistenza medica e supporto dopo la violenza denunciata. I primi colloqui con il personale sanitario e psicologico hanno preceduto la ricostruzione dei fatti resa agli investigatori. Il racconto della vittima, insieme agli accertamenti svolti sul posto, ha costituito uno dei punti di partenza dell’inchiesta, poi sviluppata attraverso la ricerca di elementi materiali e l’esame delle registrazioni disponibili.
Il fermo e l’udienza davanti al giudice
L’indagine è stata coordinata dai pubblici ministeri Letizia Mannella e Alfonso Serritiello. Dopo essere stato individuato, il sospettato è stato accompagnato in caserma per le procedure di identificazione; nei suoi confronti è stato disposto il fermo sulla base dei gravi indizi di colpevolezza e del pericolo di fuga contestato dagli inquirenti, anche in relazione all’assenza di un domicilio. L’uomo è stato quindi trasferito in carcere. Il provvedimento riguarda un’accusa di violenza sessuale e non equivale a una condanna definitiva: la responsabilità penale dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti.
Il giudice per le indagini preliminari Fabrizio Filice ha interrogato il fermato nell’ambito dell’udienza di convalida. La decisione sulla convalida del provvedimento è stata indicata per il giorno successivo all’interrogatorio, con il deposito dell’ordinanza previsto in quella sede.
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