A Garlasco riprende l'incidente probatorio sul dna nel caso Poggi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Milano, nei prossimi giorni, riprenderà l’incidente probatorio disposto dalla procura di Pavia nell’ambito della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco nell’agosto del 2007. L’atto, che si concentrerà sull’esame dei dati genetici – i cosiddetti "dati grezzi" – relativi ai campioni prelevati dalle unghie della vittima, rappresenta un momento cruciale per le indagini che hanno recentemente acceso i riflettori su Andrea Sempio, iscritto nel registro degli indagati lo scorso marzo in qualità di amico del fratello della ragazza.

Al centro del procedimento, il cui svolgimento è stato anticipato da recenti discussioni mediatiche – incluso un approfondimento nella nuova edizione di "Quarta Repubblica" –, vi è in particolare un reperto, contrassegnato anni fa dalla sigla MDX1. Quel tampone, prelevato dal pollice destro di Chiara Poggi, è lo stesso sul quale, secondo le attuali valutazioni della procura, sarebbero state individuate tracce riconducibili a Sempio; un elemento, questo, che i pubblici ministeri intendono vagliare in profondità, ritenendo che alcuni aspetti non siano stati adeguatamente considerati nel corso delle indagini passate.

Sullo sfondo delle nuove acquisizioni tecniche e del riesame probatorio, prosegue intanto il percorso carcerario di Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara, già condannato in via definitiva a sedici anni di reclusione per l’omicidio e prossimo ormai alla scarcerazione. La ripresa dell’incidente, che si occuperà anche delle modalità di analisi del campione MDX1 – un tempo esaminato dai Ris di Parma alla presenza del genetista Matteo Fabbri, all’epoca consulente della difesa di Stasi –, mira a chiarire una volta per tutte la compatibilità dei profili genetici rinvenuti, senza però che ciò modifichi, almeno per il momento, lo status giudiziario dei soggetti coinvolti.

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