Bimba morta a Bordighera, la madre arrestata per omicidio preterintenzionale
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Redazione Interno
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Una tragica e silenziosa scoperta, quella fatta dai genitori nella stanza della figlia di soli due anni, ha aperto un caso giudiziario dai contorni angoscianti a Bordighera. La piccola, trovata esanime nel suo lettino nella mattinata di lunedì, non ha infatti mostrato segni vitali quando i soccorritori, allertati da una telefonata disperata che segnalava una crisi respiratoria, sono giunti sul posto nel tentativo, subito rivelatosi vano, di rianimarla. Sul corpicino della bambina, che aveva da poco compiuto i due anni di vita, erano però immediatamente apparsi, in netto contrasto con la versione iniziale fornita, numerosi segni di ecchimosi e lividi, alcuni dei quali, come avrebbe poi precisato l'autopsia, mostravano una morfologia riconducibile all'uso di oggetti contundenti.
Le incongruenze e la ricostruzione dei fatti
La narrazione della madre, una quarantatreenne di nome Manuela, secondo la quale la bambina sarebbe caduta dalle scale il giorno prima senza per questo necessitare di cure ospedaliere, ha cominciato a mostrare crepe profonde sotto il peso delle risultanze medico-legali. Il referto del medico, che ha parlato esplicitamente di "colpi volontari", ha trasformato un dramma familiare, per come era stato inizialmente presentato, in un'accusa gravissima. Il pubblico ministero, valutando che i traumi riscontrati fossero da ritenersi concausa non voluta ma diretta del decesso, ha quindi disposto l'arresto della donna con la formulazione di omicidio preterintenzionale, un reato che presuppone una volontà di percuotere ma non di uccidere.
Il percorso giudiziario e l'iter investigativo
L'iter che ha portato alle manette è proceduto con una rapidità dettata dalla necessità di chiarire una vicenda che ha sconvolto la località ligure. Dopo il primo sommario interrogatorio reso nel caos e nel dolore del momento, i militari dell'Arma hanno ascoltato nuovamente la madre, la quale, di fronte alle evidenze scientifiche, è stata poi tradotta in carcere. L'inchiesta, che continua a svolgersi all'interno della villetta di Montenero teatro della tragedia, si concentra ora sulla ricostruzione puntuale della dinamica e sulla sequenza temporale degli eventi che hanno preceduto il ritrovamento del senza vita.
Il contesto e le reazioni istituzionali
La magistratura, che segue il caso con grande attenzione, ha demandato ulteriori accertamenti ai periti per definire con assoluta precisione l'entità e la natura di ogni singola lesione. L'arresto, eseguito nella massima riservatezza, rappresenta un passaggio procedurale obbligato, dettato dalla gravità del fatto e dalla necessità di assicurare alla giustizia la persona indagata mentre le indagini proseguono il loro corso. La quiete della cittadina, nota come la città delle palme, è stata così lacerata da una vicenda che ha sollevato interrogativi profondi e dolorosi, lasciando un senso di incredulità e di lutto tra coloro che ne sono venuti a conoscenza.




