Bimba morta a Bordighera, indagato per omicidio preterintenzionale anche il compagno della madre: sequestrata l’abitazione
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Redazione Interno
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La Procura di Imperia, al termine di un’interrogatorio che ha già portato alla custodia cautelare in carcere di Manuela Aiello, la madre della piccola Beatrice, ha allargato il perimetro delle indagini iscrivendo nel registro degli indagati anche Emanuel I., compagno della donna, con la medesima accusa di omicidio preterintenzionale. Il provvedimento, che al momento non ha comportato misure restrittive per l’uomo, quarantaduenne di Perinaldo, si fonda sulla necessità di fare piena luce sulla dinamica dei fatti, considerato che la notte precedente il decesso e le ore immediatamente successive sarebbero trascorse proprio nell’abitazione di lui, quella stessa che ora, su disposizione degli inquirenti, è stata posta sotto sequestro -1-2.
Il luogo del decesso e il sequestro dell’immobile
Il decreto di sequestro emesso dalla magistratura, come si legge negli atti depositati, qualifica l’immobile di Perinaldo come "cosa pertinente al reato", specificando che si tratta del luogo dove la bambina di due anni avrebbe effettivamente incontrato la morte, ovvero lo spazio in cui ha vissuto "i momenti immediatamente antecedenti, concomitanti e successivi al decesso" -2-8. Saranno ora i carabinieri del Ris a effettuare una serie di rilievi tecnici all’interno della casa, nella speranza di trovare tracce utili a ricostruire con precisione quanto accaduto nelle ore che hanno preceduto la chiamata al 118, una chiamata che, stando alle prime verifiche, presenterebbe elementi di contraddizione con il racconto fornito dalla madre -2-7.
Le contraddizioni emerse e l’autopsia in programma
A incrinare definitivamente la versione iniziale della donna, la quale aveva parlato di una banale caduta dalle scale avvenuta il giorno prima, è stata la relazione del medico legale incaricato dalla Procura; il professionista, infatti, ha riscontrato sul della piccola Beatrice numerosi lividi e lesioni riconducibili, secondo quanto riportato, a "colpi volontari, alcuni dei quali procurati con oggetti contundenti" -1-5. Un quadro, questo, che unito all’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza della zona, i quali avrebbero smentito gli spostamenti dichiarati da Manuela Aiello, ha convinto il giudice per le indagini preliminari a non convalidare l’arresto in flagranza ma a disporre comunque la custodia cautelare in carcere per la donna, ritenendo concreto il pericolo di inquinamento probatorio -4-7.
L’autopsia, affidata al direttore dell’istituto di medicina legale Francesco Ventura e prevista per i prossimi giorni, sarà un passaggio cruciale per stabilire con esattezza le cause della morte e, soprattutto, per comprendere la dinamica e la tempistica dei traumi; un esame che dovrà anche chiarire se le lesioni siano o meno in nesso causale diretto con il decesso, oppure se si possa profilare l’ipotesi di un abbandono di minori con conseguenze fatali, come ipotizzato in via subordinata dalla stessa difesa della donna -5-7. L’avvocato Bruno Di Giovanni, che assiste Aiello assieme alla collega Laura Corbetta, ha già anticipato l’intenzione di presentare ricorso al tribunale del Riesame, confidando nell’esito dell’accertamento autoptico per dimostrare l’estraneità della propria assistita ai fatti piú gravi, ribadendo la tesi della caduta accidentale aggravata da una negligenza nei soccorsi -7.
Le posizioni processuali e il silenzio dell’indagato
Emanuel I., la cui abitazione è ora sotto sequestro e la cui posizione è al momento quella di persona indagata a piede libero, non ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche; la sua decisione di avvalersi probabilmente della facoltà di non rispondere, o comunque il riserbo mantenuto in queste ore, lascia gli inquirenti al lavoro per incastrare ogni tassello. La procura, guidata dalla pm Veronica Meglio, sta cercando di ricostruire l’esatta dinamica di quelle ore, in particolare il lasso di tempo in cui la madre, come lei stessa avrebbe riferito, si sarebbe allontanata per alcune faccende, lasciando le tre figlie, tra cui la piccola Beatrice, in casa con il compagno -2. Saranno proprio i rilievi dei carabinieri e l’incrocio con i tabulati telefonici e le immagini delle telecamere a dover stabilire se in quel frangente sia potuto accadere qualcosa di decisivo per le sorti della bambina, allargando di fatto il raggio di un’indagine che si preannuncia complessa e ricca di sviluppi.




