Bimba morta a Bordighera, interrogatori per madre e compagno
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Redazione Interno
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La piccola Beatrice, due anni, è morta a Bordighera lo scorso febbraio, in circostanze che le autorità attribuiscono a presunti maltrattamenti e sevizie. La madre della bambina, Manuela Aiello, è detenuta con l’accusa di omicidio volontario, mentre il compagno della donna, Manuel Iannuzzi, è stato arrestato sabato 30 maggio con le stesse accuse.
Il caso ha riportato l’attenzione sulla vicenda tragica della bambina, mentre la procura procede con le indagini per chiarire dinamiche e responsabilità.
Interrogatori di garanzia per gli indagati
Mercoledì 3 giugno sono previsti gli interrogatori di convalida per Emanuela Aiello, 43 anni, e Manuel Iannuzzi, 42 anni. La donna si trova in carcere a Torino e l’uomo a Imperia, entrambi in custodia cautelare per maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. Iannuzzi comparirà per primo davanti al gip alle ore 12.
Il procedimento mira a verificare la fondatezza delle accuse e a stabilire eventuali misure ulteriori per la tutela delle altre due figlie della donna, di sette e nove anni, coinvolte nelle indagini.
Dichiarazioni del nonno e tutela delle sorelle
Il nonno paterno di Beatrice, intervistato durante la puntata di lunedì 1 giugno di Dentro la notizia, ha espresso la sua aspettativa che chi ha sbagliato paghi per gli eventi accaduti. L’uomo ha dichiarato di voler riabbracciare le altre due figlie o almeno avere un contatto telefonico, visto che da un mese non ha più notizie di loro.
Le due bambine, in particolare la maggiore, hanno già fornito elementi ritenuti utili dagli inquirenti, contribuendo a ricostruire la vicenda e le possibili responsabilità dei due adulti.
Prove e indagini in corso
Le autorità hanno analizzato il telefono di Manuel Iannuzzi, sequestrato mesi fa, che avrebbe fornito informazioni utili per le indagini. L’insieme delle testimonianze e dei riscontri tecnici mira a delineare la dinamica degli eventi che hanno portato alla morte della piccola Beatrice.
Il caso resta sotto stretta osservazione giudiziaria, con l’obiettivo di chiarire ruoli e responsabilità, tutelando le minori coinvolte e garantendo il corretto svolgimento delle procedure legali.




