Bordighera, morte sospetta di una bambina di due anni: la madre arrestata per omicidio preterintenzionale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tragedia, che ha colpito nel profondo la cittadina rivierasca, si è consumata in una villetta in località Montenero, dove lunedì mattina i soccorritori hanno trovato la piccola Beatrice già in arresto cardiocircolatorio. Gli uomini del 118, chiamati d'urgenza dalla madre, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, mentre sul Corpo esanime della bimba, di appena due anni, sono state rinvenute diverse ecchimosi. La dinamica raccontata in un primo momento da Manuela A., la donna di 43 anni che si è presentata come l'unica testimone dell'accaduto, non ha convinto gli investigatori, i quali hanno notato delle incongruenze tra i lividi riscontrati e la versione fornita dalla donna. Quest'ultima, difesa dagli avvocati Laura Corbetta e Bruno Di Giovanni, aveva infatti dichiarato ai carabinieri che la figlia era caduta dalle scale alcuni giorni prima, pur specificando che in seguito stava apparentemente bene.

Le indagini e il quadro processuale

Proprio quelle lesioni, che la perizia medico-legale dovrà ora analizzare nei dettagli per stabilirne origine e datazione, hanno spinto la procura a formulare l'accusa di omicidio preterintenzionale, portando all'arresto della madre. La donna, che è stata trasferita nel carcere femminile di Pontedecimo a Genova, attende di essere sottoposta all'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari di Imperia, fissato per giovedì. L'ipotesi investigativa, che dovrà essere confermata o smentita nel corso delle indagini e del successivo iter giudiziario, verte quindi sull'eventualità che la morte sia stata causata da uno o più colpi inflitti senza l'intenzione di uccidere, ma comunque capaci di produrre un esito letale, in un quadro che lascia molti interrogativi aperti.

Il contesto familiare e la battaglia legale in corso

Il caso, oltre che per le circostanze tragiche della morte, si presenta come particolarmente complesso per il contesto familiare in cui è maturato. Manuela A., infatti, è madre anche di altre due bambine, di nove e dieci anni, le quali sono state immediatamente poste sotto la protezione dei servizi sociali. Una parte di rilievo nelle indagini, che stanno cercando di ricostruire la storia e le dinamiche interne alla famiglia, è occupata proprio dai rapporti tra i coniugi e con i nonni paterni, sui quali esistevano dei dissidi noti. La donna, fatto non secondario, avrebbe dovuto comparire davanti al giudice di Imperia il prossimo marzo per discutere la richiesta di affidamento e mantenimento delle due figlie maggiori, una battaglia legale ora inevitabilmente sconvolta dalla morte della minore e dall'arresto.

Le reazioni e il proseguo delle indagini

La macchina investigativa prosegue, intanto, il suo lavoro per fare piena luce sulla sequenza degli eventi. Gli accertamenti, condotti sia sul piano medico che su quello testimoniale e ambientale, mirano a stabilire con precisione la catena delle responsabilità, cercando di capire se e come la caduta evocata dalla donna possa aver realmente causato i traumi riscontrati. L'attenzione degli inquirenti resta alta, considerando che si tratta di accertare le cause della morte di una bambina in tenerissima età, un compito che viene svolto con la massima diligenza e senza alcun pregiudizio, per offrire una risposta giudiziaria che sia il più possibile aderente alla verità dei fatti.

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