Il futuro di Lewandowski e la suggestione Juventus: l’endorsement di Trezeguet e i nodi economici da sciogliere
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Redazione Sport
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Le dichiarazioni di David Trezeguel rilasciate alla Gazzetta dello Sport hanno riaperto un dibattito che sembrava sopito, o quantomeno confinato alle speculative estive, riportando prepotentemente il nome di Robert Lewandowski nell’orbita del calciomercato della Juventus. L’ex centravanti franco-argentino, memoria storica dei gol pesanti in bianconero, non ha usato giri di parole nel suggerire alla dirigenza un investimento sull’attaccante polacco, in scadenza di contratto con il Barcellona il prossimo 30 giugno. “Io lo prenderei a parametro zero, anche a 37 anni”, ha affermato Trezeguet, motivando la sua preferenza con l’appartenenza del bomber a “un’altra categoria”, paragonandolo, per capacità realizzativa e intelligenza calcistica, all’élite del ruolo rappresentata da Erling Haaland.
Queste parole, cariche del peso specifico di chi ha vestito quel simbolo per un decennio, cadono in un momento di particolare incertezza relativamente al futuro reparto offensivo a disposizione di Luciano Spalletti. La società, infatti, è impegnata in una complessa trattativa con Dusan Vlahovic per il rinnovo del contratto in scadenza, un nodo cruciale che condizionerà l’intera strategia di mercato. Contestualmente, le prestazioni degli altri elementi del pacchetto avanzato, Jonathan David e Lois Openda, non avrebbero convinto appieno l’allenatore, alimentando la necessità di esplorare profili di assoluta affidabilità e peso specifico. In questo quadro di incertezze valoriali, l’idea di poter aggiungere un finalizzatore con 114 gol in 178 presenze con i catalani – che pure in questa stagione ha timbrato il cartellino in 14 occasioni in Liga – diventa una suggestione difficile da ignorare per i piani alti di corso Galileo Ferraris.
Secondo quanto riportato da esperti di calciomercato come Fabrizio Romano e Matteo Moretto, la Juventus avrebbe già mosso i primi passi concreti, effettuando un sondaggio esplorativo con l’entourage del giocatore per tastare la fattibilità dell’operazione. La pista, tuttavia, si presenta in salita e costellata di ostacoli non di poco conto. Lewandowski, che pure ha una clausola che legherebbe il Barcellona fino al 2027, sembra destinato a non vederla esercitata dalla dirigenza spagnola, diventando così un preda ambita a zero. La sua volontà, al momento, è quella di non affrettare le scelte: l’obiettivo primario resta quello di rimanere concentrato sul finale di stagione e sulle competizioni ancora in gioco, ma il club catalano, salvo colpi di scena legati anche alle imminenti elezioni presidenziali, sembra intenzionato a lasciarlo partire.
Il nodo centrale, per una eventuale trattativa con la Vecchia Signora, è però di natura economica. L’ingaggio percepito dal polacco in Spagna si aggira attorno ai dieci milioni di euro netti a stagione, una cifra che collide frontalmente con il tetto salariale attualmente imposto dalla dirigenza bianconera. Lo stipendio di riferimento, in casa Juventus, è quello di Kenan Yildiz, fermo a sette milioni, e qualsiasi discorso con Lewandowski non potrebbe che passare da un significativo sacrificio economico da parte sua. Una riduzione dell’ingaggio che potrebbe trovare una motivazione nella dimensione sportiva della sfida: la possibilità di misurarsi con un campionato competitivo come la Serie A e di diventare la guida tecnica e mentale di un gruppo giovane in fase di ricostruzione, un po’ sul modello di quanto fece Zlatan Ibrahimovic al suo ritorno in Italia.
La concorrenza della MLS e l’incognita legata alla volontà del giocatore
Se la pista italiana è lastricata di difficoltà legate al bilancio, un’alternativa concreta e molto agguerrita arriva dagli Stati Uniti. Il Chicago Fire, club della MLS, avrebbe già messo in campo una strategia di seduzione ben precisa, spostandosi su un piano che va oltre il mero aspetto contrattuale. L’allenatore e direttore sportivo della franchigia dell’Illinois, Gregg Berhalter, si sarebbe recato personalmente in Spagna per incontrare Lewandowski e il suo agente, illustrando un progetto che mira a farne la stella del rilancio in vista dell’inaugurazione del nuovo stadio prevista per il 2028. Si parla di un’offerta economica di primissimo livello e, cosa forse ancora più rilevante per un calciatore che compirà 38 anni ad agosto, di un piano di vita integrale per la famiglia, con il trasferimento in una delle metropoli più affascinanti del continente. Lo stesso Romano non nasconde come, ad oggi, la percentuale maggiore di una sua prossima destinazione sia da attribuire alla MLS, proprio in virtù delle capacità economiche delle squadre americane e delle scelte di vita che un giocatore al crepuscolo della carriera si trova a dover ponderare.
Alla luce di questi scenari, la posizione del diretto interessato resta volutamente interlocutoria. Lewandowski ha ripetutamente dichiarato di non aver ancora preso una decisione definitiva per l’estate, una scelta che rimanda anche al termine degli impegni con la nazionale polacca, e di voler riflettere senza fretta. In questa incertezza, il Milan, che nei mesi scorsi era stato accostato con insistenza al polacco, sembra aver perso terreno, lasciando spazio a un possibile duello a distanza tra la Vecchia Signora e le sirene americane. Per la Juventus, l’affare Lewandowski resta una possibilità affascinante ma subordinata a molteplici variabili: la risoluzione del nodo Vlahovic, la capacità di rientrare nei parametri di bilancio e, soprattutto, la volontà del giocatore di privilegiare un’ultima sfida europea ad alto livello rispetto a un contratto faraonico e a un nuovo inizio oltreoceano.




