La pista che porta a Lewandowski e l’ombra di Trezeguet sul futuro dell’attacco della Juventus
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il calciomercato estivo, si sa, vive di suggestioni e di dichiarazioni che, talvolta, accendono l’immaginazione dei tifosi più di quanto non facciano le partite stesse. E quando a parlare è un simbolo come David Trezeguet, le sue parole assumono il peso specifico di chi quel campo lo ha calcato per dieci anni e di gol, 171 per la precisione, ne ha siglati di ogni tipo. L’ex centravanti franco-argentino, in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, ha rinfocolato il dibattito sul reparto offensivo bianconero, lasciando intendere che, forse, la soluzione ideale non è quella attualmente in maglia juventina. Le sue riflessioni su Dusan Vlahovic, attaccante serbo giunto alla quinta stagione in Italia senza ancora aver dissipato del tutto i dubbi sulla sua completezza, si sono intrecciate con un nome altisonante: quello di Robert Lewandowski.
La suggestione, però, non è soltanto il frutto della nostalgia o del rispetto per un fuoriclasse assoluto. Pare che la dirigenza della Juventus, guidata da Cristiano Giuntoli, abbia già iniziato a tastare il terreno, sondando l’entourage del polacco per comprendere la fattibilità di un’operazione che avrebbe i contorni del colpo di teatro. Lewandowski, classe 1988 e quindi prossimo ai 38 anni, si svincolerà dal Barcellona il prossimo 30 giugno, data in cui il suo contratto con i catalani giungerà alla naturale scadenza. Nonostante un accordo di massima preveda una clausola per il rinnovo automatico, il club spagnolo sembra intenzionato a non esercitarla, complice anche un rendimento leggermente calante rispetto agli standard stellari a cui il giocatore ci aveva abituato. Una situazione che apre scenari inaspettati sul mercato dei parametri zero.
Il nodo principale, e viene da sé dirlo, è di natura economica. L’ingaggio percepito da Lewandowski in Liga si aggira attualmente intorno ai 20 milioni di euro lordi a stagione, una cifra importante che, per quanto ridimensionabile, rappresenterebbe comunque uno sforzo notevole per le casse di qualsiasi club italiano, abituato a parametri e tetti salariali ben diversi. Le voci di un possibile approdo in Major League Soccer, con il Chicago Fire da tempo in pole position per offrirgli un contratto faraonico e una vetrina diversa, rappresentano un ostacolo forse ancora più insidioso della concorrenza sportiva. La scelta, come spesso accade in questi casi, potrebbe essere una questione di vita e di priorità familiari, con gli Stati Uniti che rappresentano una destinazione più allettante sotto il profilo personale e dell’indotto mediatico.




