Scontri al corteo di Vicenza, Possamai: «Violenza mai accettabile»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo gli scontri al corteo di Vicenza di venerdì 30 ottobre, la politica ha risposto con una condanna quasi unanime della violenza e con la solidarietà agli agenti rimasti feriti. A cominciare dal sindaco Giacomo Possamai, che ha parlato di «sdegno e amarezza» e ha ricordato che manifestare è «un diritto fondamentale», il quale però «non può mai diventare una giustificazione per la violenza».

Lo sciopero dell'Usb e il blocco della città

La giornata di sciopero era stata indetta dall'Usb contro l'economia di guerra e il carovita, e ha portato in piazza circa duemila tra lavoratori e studenti. Alla protesta ha aderito anche il Coordinamento studentesco di Vicenza. I due cortei si sono riuniti alla rotonda tra viale Milano e corso San Felice, e da lì i ragazzi hanno scandito lo slogan «Se ci bloccate il futuro noi blocchiamo la città». A Ponte Alto un gruppo di studenti si è seduto per terra, interrompendo il traffico in entrata e in uscita dal centro.

Il momento di maggiore tensione è arrivato quando una parte dei manifestanti ha provato a occupare una rampa della Tangenziale Ovest. Per tre volte, secondo la ricostruzione dei fatti, è stato tentato lo sfondamento del cordone del reparto mobile della polizia. Al primo assalto gli agenti hanno risposto con idranti e lacrimogeni, ma il gruppo è tornato alla carica con bengala e fuochi d'artificio, costringendo le forze dell'ordine a indietreggiare di parecchi metri.

Il bilancio dei feriti e le reazioni

Il bilancio parla di quattro agenti della Polizia di Stato feriti, con ustioni provocate dai fuochi d'artificio. A fornire il dato è stato Francesco Rucco, di Fratelli d'Italia, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto e già sindaco di Vicenza, che ha descritto il lancio avvenuto «durante il tentativo di sfondare il cordone delle forze dell'ordine». Anche tra i manifestanti ci sono stati dei feriti: gli organizzatori ne contano tre.

Sul fronte politico, il sindaco Possamai ha espresso vicinanza agli agenti colpiti e ha tenuto insieme due piani, la tutela del diritto di scendere in piazza e il rifiuto di ogni forma di aggressione. Il tono della condanna ha attraversato gli schieramenti, con la centrale della discussione spostata sulle violenze di una giornata iniziata con slogan e cartelli, e culminata tra il fumo dei lacrimogeni sulla tangenziale.

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