Torino, scontri e agenti feriti durante il corteo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Torino, venerdì 15 novembre, è stata teatro di una manifestazione che ha visto la partecipazione di circa 400 persone, scese in piazza per protestare contro le politiche del governo e contro Israele, accusato di genocidio in Palestina. La manifestazione, denominata "No Meloni Day", ha avuto momenti di tensione e scontri con la polizia, presente per presidiare l'evento. Durante gli scontri, almeno una ventina di agenti dei reparti mobili di Torino sono rimasti feriti a causa dello scoppio di un petardo urticante, finendo in pronto soccorso.

Gli studenti, provenienti da varie parti d'Italia, hanno manifestato contro il Governo e, in particolare, contro la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alcuni suoi Ministri. Le proteste, animate da slogan e simboli violenti, hanno visto episodi di aggressione fisica nei confronti delle forze dell'ordine, richiamando alla memoria le tensioni degli anni '70, quando l'Italia fu teatro di violenti scontri politici.

Durante il corteo, sono stati esposti manifesti con i volti insanguinati di politici di destra, tra cui il premier Giorgia Meloni, e il fantoccio del ministro Giuseppe Valditara è stato dato alle fiamme. Inoltre, è stato mimato il gesto della P38, simbolo di violenza politica, che ha fatto capolino in piazza. Torino, una volta città operaia, è tornata a essere il palcoscenico della rabbia studentesca contro il Governo di centrodestra.

Le recenti manifestazioni, animate da studenti universitari sotto molteplici sigle come 'propal', 'no-Meloni day' e 'Cambiare rotta', non possono essere ricondotte a un generico manifestare.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.