Appalti truccati a Siracusa, il nome del sindaco Italia nelle carte dell’inchiesta Nexus
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Redazione Interno
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Il nome del sindaco di Siracusa, Francesco Italia, compare nelle carte dell’indagine della Procura Europea (Eppo) che ha portato all’esecuzione di sette misure cautelari per associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti nella gestione degli appalti comunali. Il primo cittadino non risulta tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi, ma il suo nominativo è citato più volte nell’ordinanza firmata dal gip del Tribunale di Siracusa, Antonella Coniglio, nell’ambito della cosiddetta operazione Nexus.
Le misure cautelari e gli indagati
Il provvedimento eseguito dalla Digos di Siracusa, sotto il coordinamento dei procuratori europei delegati Amelia Luise e Calogero Ferrara, prevede la custodia cautelare in carcere per un carabiniere in servizio al momento dei fatti presso la sezione di polizia giudiziaria della Procura di Catania, Salvatore Strazzulla, e gli arresti domiciliari per la vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa, Concetta Carbone, ed un imprenditore edile.
Nei confronti di quattro operatori economici è stato invece disposto il divieto, per dodici mesi, di esercitare attività imprenditoriali che consentano di presentare istanze per contributi comunitari o statali.
Le contestazioni, allo stato delle indagini, riguardano a vario titolo i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la Pubblica Amministrazione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, traffico di influenze illecite, corruzione elettorale, favoreggiamento personale e rivelazione di segreti d’ufficio.
Il sistema degli appalti pilotati e l’ostello di Cassibile
Al centro della ricostruzione investigativa vi sarebbe un sistema stabile di relazioni tra una figura politico-istituzionale locale, il militare dell’Arma, un tecnico comunale con funzioni di responsabile unico del procedimento e un gruppo di imprenditori attivi nel settore delle costruzioni.
Gli accertamenti hanno preso le mosse dalla realizzazione e dal successivo ampliamento dell’Ostello per lavoratori migranti di Cassibile, struttura destinata all’accoglienza dei lavoratori stagionali impiegati in agricoltura, finanziata con fondi europei nell’ambito del PON Legalità per un importo di circa 1,67 milioni di euro destinati al Comune di Siracusa.
Secondo l’ipotesi investigativa, gli affidamenti pubblici sarebbero stati utilizzati come strumento di compensazione del sostegno elettorale e di distribuzione di utilità economiche tra amministratori, intermediari e imprenditori. Nell’ordinanza il gip fa riferimento a un “pizzino” contenente l’elenco delle imprese considerate “amiche”, che sarebbe stato consegnato al referente politico-istituzionale in vista delle successive procedure di affidamento.
La posizione del sindaco e le richieste delle opposizioni
Il sindaco Italia, raggiunto dalle notizie sull’inchiesta, ha diffuso una nota ufficiale: «Le notizie di queste ore mi hanno profondamente addolorato. Allo stato non dispongo di alcun elemento ufficiale per valutarle». In dichiarazioni successive ha poi precisato di non avere ricevuto alcun provvedimento: «Ad oggi non ho ricevuto nessun provvedimento. Non so se riceverò qualcosa nelle prossime ore ma al momento non mi è arrivato nulla».
Sulla vicenda sono intervenute le forze di opposizione in Consiglio comunale. Il capogruppo del Pd, Massimo Milazzo, ha chiesto che il sindaco riferisca in aula: «Fa male che si parli in questa maniera di Siracusa, fa male leggere la ricostruzione degli inquirenti. Per carità, vige la presunzione di innocenza, però c’è quantomeno una questione morale che investe Palazzo Vermexio». Milazzo ha inoltre annunciato che, in caso di mancata presentazione del primo cittadino, valuterà la presentazione di una mozione di sfiducia.
Fratelli d’Italia ha richiesto formalmente che il sindaco riferisca tempestivamente in Consiglio comunale sugli aspetti politici e amministrativi, fornendo chiarimenti sulla gestione degli affidamenti interessati dall’operazione Nexus. La richiesta è stata estesa all’assessore alla Legalità e trasparenza Pietro Coppa, chiamato a illustrare le misure anticorruzione attuate dal Comune, i controlli effettuati e i risultati prodotti.
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