Emergenza sangue in Italia, allarme del Centro nazionale per i gruppi 0 positivo: le regioni più colpite

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’allarme è scattato in queste ore, e il quadro che si delinea all’orizzonte non lascia spazio a facili ottimismi. La carenza di sangue su tutto il territorio nazionale, con un’impennata critica per il gruppo sanguigno 0 positivo, sta mettendo a dura prova il sistema sanitario. A lanciare l’appello è il Centro Nazionale Sangue (CNS), che ha individuato nel Lazio, in Campania e in Sicilia le regioni in cui la situazione si fa più complessa, se non addirittura drammatica, per la difficoltà di garantire le scorte necessarie alle strutture ospedaliere.

Il richiamo del Centro Nazionale Sangue e la mappa della carenza

La nota diffusa dal Centro Nazionale Sangue traccia una geografia dell’emergenza che non conosce soste: se da un lato le tre Regioni citate – Lazio, Campania e Sicilia – registrano un vero e proprio crollo delle disponibilità, dall’altro lato l’intero Paese si trova a fare i conti con un dato allarmante. Non esistono, al momento, Regioni con eccedenze di sangue in esubero, e questo impedisce di attivare quella compensazione interregionale che in situazioni simili rappresenta la valvola di sfogo ordinaria.

Il gruppo 0 positivo, in particolare, è quello che scarseggia con maggiore evidenza; un’evenienza non secondaria, se si considera che si tratta del gruppo più diffuso e quindi più richiesto per le trasfusioni di urgenza e per gli interventi chirurgici.

Proprio l’assenza di un surplus in altre aree del Paese trasforma quella che potrebbe essere una criticità circoscritta in un problema di portata generale, perché spezza quel meccanismo di solidarietà tra Regioni che finora aveva retto l’urto delle emergenze. Il Centro Nazionale Sangue ha pertanto richiesto uno sforzo straordinario alle associazioni dei donatori, consapevole del fatto che senza un incremento immediato delle donazioni si rischia di dover ridimensionare l’attività programmata negli ospedali.

Roma sotto pressione: la raccolta straordinaria a Trastevere

Il campanello d’allarme suona con particolare intensità nella Capitale, dove gli ospedali segnalano ormai da giorni scorte al lumicino e reparti in crescente affanno. Il rientro dalle vacanze estive, da sempre un momento delicato per i centri trasfusionali, ha confermato i timori dei sanitari: il calo fisiologico delle donazioni nei mesi di luglio e agosto si è sommato a un aumento della domanda, determinando una pressione che rischia di tradursi in rinvii per la chirurgia elettiva.

Per far fronte a questa situazione, il Centro Nazionale Sangue ha promosso un’iniziativa concreta, in collaborazione con Adnkronos e Avis, che si concretizzerà giovedì 10 settembre con una raccolta straordinaria in Piazza Mastai, nel cuore di Trastevere, dove un’autoemoteca sarà a disposizione dei donatori per tutta la giornata.

La scelta della location non è casuale: Trastevere rappresenta un crocevia di passaggio e di vita quotidiana per migliaia di romani, e l’obiettivo è quello di intercettare anche quei donatori occasionali che, magari, non si sono mai avvicinati a un centro trasfusionale. L’appello, del resto, è rivolto a tutti, senza distinzioni di gruppo sanguigno, anche se la necessità più pressante rimane quella relativa allo 0 positivo, il gruppo che in questo momento scarseggia in modo più vistoso.

Le ragioni di una crisi annunciata e la risposta delle associazioni

La carenza di sangue, in realtà, è un fenomeno che si ripresenta con cadenza quasi ciclica, ma stavolta il quadro appare aggravato da alcuni fattori di contesto che ne aumentano la portata. Da un lato, il periodo estivo riduce tradizionalmente il numero dei donatori abituali, impegnati in viaggi e spostamenti; dall’altro, l’impossibilità di attingere a riserve provenienti da altre Regioni trasforma ogni singola carenza locale in un’emergenza nazionale.

Le associazioni dei donatori, sollecitate dal Centro Nazionale Sangue, hanno già attivato le proprie reti per cercare di coprire il fabbisogno, ma il divario tra domanda e offerta resta ampio e richiede uno sforzo collettivo che vada oltre la mobilitazione degli iscritti abituali.

Le strutture ospedaliere del Lazio, della Campania e della Sicilia sono quelle che al momento sentono maggiormente il peso di questa carenza, ma il rischio di un effetto domino è concreto: se non si inverte la tendenza in tempi brevi, anche altre Regioni potrebbero trovarsi a fronteggiare situazioni analoghe, con il paradosso di un Paese che, pur disponendo di un sistema trasfusionale tra i più avanzati d’Europa, si trova a fare i conti con l’imprevedibilità di una domanda che non conosce pause.

La giornata di raccolta straordinaria a Roma rappresenta un primo passo, ma l’auspicio, espresso chiaramente dal Centro Nazionale Sangue, è che questo esempio venga replicato in altre città, per creare una rete di solidarietà diffusa che possa arginare l’emergenza e riportare le scorte a livelli di sicurezza.

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