Rafah nel mirino di Israele, la comunità internazionale si mobilita

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La tensione in Medio Oriente continua a salire. Le recenti dichiarazioni del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu hanno messo in allarme la comunità internazionale. Netanyahu ha infatti annunciato l'intenzione di lanciare un attacco su Rafah, una città situata nella Striscia di Gaza, con l'obiettivo di eliminare i battaglioni terroristici presenti.

Pressioni internazionali per il cessate il fuoco

In risposta a queste dichiarazioni, il presidente francese Emmanuel Macron, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il re giordano Abdullah II hanno chiesto un cessate il fuoco immediato e il rilascio di tutti gli ostaggi a Gaza. I leader hanno inoltre messo in guardia Israele sulle pericolose conseguenze di un'offensiva a Rafah.

La distruzione a Khan Younis

Nel frattempo, i palestinesi tornati a Khan Younis, dopo il ritiro dell'esercito israeliano dal sud di Gaza, hanno trovato uno scenario di distruzione. Gran parte delle case sono state pesantemente danneggiate e i civili, che avevano lasciato la città per le operazioni militari dell'Idf, si muovono tra le macerie, alla ricerca di qualche effetto personale risparmiato dai bombardamenti.

La posizione di Israele

Nonostante le pressioni internazionali, Netanyahu insiste sulla necessità dell'attacco di terra a Rafah, affermando che sarebbe già stato deciso e che "accadrà: c'è una data". Queste parole sollevano interrogativi sullo scopo della ripresa dei negoziati per una tregua, afferma Hamas, riferendosi alla trattativa in corso per 6 settimane di cessate il fuoco in cambio del rilascio di 40 ostaggi.

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