Il Barcellona vince la Liga nel Clasico, secondo titolo consecutivo per Flick
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il Barcellona è campione di Spagna per la seconda volta di fila, e lo ha fatto nel modo più eclatante possibile: infliggendo un 2-0 al Real Madrid nel Clasico giocato l’11 maggio 2026, con tre giornate d’anticipo sulla fine del campionato. La 35ª giornata della Liga ha così coinciso con l’assegnazione matematica del trofeo, un’eventualità che i blaugrana hanno trasformato in una celebrazione immediata, senza dover attendere altri risultati. Le reti, arrivate entrambe nel primo quarto d’ora di gioco – firmate da Rashford al 9′ e da Ferran Torres al 18′ – hanno di fatto chiuso la contesa prima ancora che lo stadio potesse metabolizzare l’inizio della sfida. Per i catalani si tratta del 29° titolo nazionale della propria storia, un numero che avvicina ulteriormente il club alla striscia di successi dei rivali storici, condannati ora a una stagione completamente priva di coppe e allori.
La notte delle lacrime di Flick, tra lutto e trionfo
Sul pullman che riportava la squadra negli spogliatoi, c’era anche chi quel successo lo ha vissuto con un dolore privato inestricabilmente legato alla gioia collettiva. Hansi Flick, tecnico tedesco alla sua seconda annata sulla panchina catalana, ha infatti diretto la partita a poche ore di distanza dalla morte del padre, una perdita recentissima che non gli ha impedito di guidare i suoi con la consueta fermezza. Al fischio finale, le immagini hanno mostrato un Flick visibilmente commosso, quasi sopraffatto da un’emozione che mescolava il significato professionale del bis – perché è il secondo campionato consecutivo che vince – con l’assenza personale appena subita. Nessuna dedica pubblica, nessuna dichiarazione plateale: solo le lacrime di un allenatore che, nonostante tutto, ha portato a termine il lavoro più importante della stagione.
Szczesny, dalla pensione ai cori dei tifosi: “Lo lo lo! Szczesny fumador!”
Tra i festeggiamenti a Barcellona, una delle figure più sorprendenti è stata quella di Wojciech Szczesny, l’ex portiere di Roma e Juventus che aveva annunciato il ritiro dal calcio giocato per poi accettare l’avventura spagnola. Il polacco, titolare in diverse occasioni nel corso della stagione, ha potuto così alzare al cielo il trofeo della Liga, un alloro che forse pochi avrebbero pronosticato quando ha lasciato l’Italia. Una volta scesa l’euforia del campo, Szczesny è uscito per le strade della città mescolandosi ai sostenitori blaugrana, i quali – riconoscendolo – gli hanno dedicato un coro dal sapore ironico e affettuoso: “Lo lo lo! Szczesny fumador!”. Un’ovazione che il portiere ha accolto con un sorriso, consapevole di essersi guadagnato un posto nel cuore di una piazza esigente come poche.
Un Clasico da archiviare in venti minuti, e il Real Madrid resta a secco
Per il Real Madrid, invece, la serata rappresenta l’emblema di un’annata da dimenticare in fretta. La sconfitta nel derby più importante del calendario non solo ha consegnato il titolo al nemico di sempre, ma ha anche sancito un fatto inequivocabile: i blancos chiuderanno l’esercizio senza nessun trofeo, un’evenienza che a Madrid non capita da diverse stagioni. La partita, di fatto, è finita dopo appena diciotto minuti: Rashford aveva già trovato il vantaggio su un’azione sviluppatasi sulla sinistra, e Ferran Torres – appena qualche giro di lancette più tardi – ha raddoppiato con un destro secco che non ha lasciato scampo al portiere avversario. Il resto della gara è stato un lungo dominio territoriale del Barcellona, abile nel gestire il doppio vantaggio senza mai soffrire le reazioni di un Real Madrid apparso piatto e privo di mordente. La Liga va così a Barcellona per la 29esima volta, mentre la casa bianca deve fare i conti con una delle sconfitte più pesanti della propria rivalità.




