Il governo allenta la presa sullo sconto dei carburanti: benzina su, diesel fermo per tre settimane
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Redazione Economia
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Da oggi, chiunque si trovi a fare rifornimento lungo le strade italiane – un’abitudine quotidiana per milioni di automobilisti, spesso subita più che scelta – può constatare un primo, tangibile cambiamento: il peso delle accise, tornato a gravare diversamente a seconda del carburante scelto. Il Consiglio dei ministri, riunitosi giovedì scorso, ha varato un nuovo decreto che non rinnova nella sostanza il vecchio meccanismo di taglio lineare, ma lo differenzia con una soluzione che molti, nel frattempo, hanno già ribattezzato “light”. Per la precisione, è stata decisa una proroga tecnica della durata di tre settimane, fino al 23 maggio, all’interno della quale lo sconto rimane invariato – 20 centesimi al litro più l’Iva – solo per il gasolio. Sulla benzina, invece, il beneficio scende a soli 5 centesimi al litro. Una differenza non trascurabile, se si considera che nei listini dei distributori l’effetto combinato del rialzo dell’imposta e dell’aumento delle quotazioni internazionali del petrolio riporta entrambi i prodotti verso quota 2 euro al litro.
Un meccanismo pensato per tamponare, non per stabilizzare
La scelta, come spiegato dal governo nel corso della conferenza stampa successiva al Cdm, non è affatto casuale. “Noi abbiamo immaginato un taglio delle accise che ci consentisse di bloccare un aumento che poteva impattare in modo significativo sulla quotidianità dei cittadini”, ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Una precisazione, la sua, che ha subito messo in chiaro i limiti dell’intervento: “Non mi sento di dire oggi che lo posso rendere strutturale, con una situazione economica che a occhio non sarà facilissima”. Se lo fosse diventato, ha aggiunto, si rischierebbe di azzerare tutte le risorse disponibili fino alla fine dell’anno. Il ragionamento, insomma, è di breve periodo: le casse pubbliche non possono sostenere uno sconto generalizzato e prolungato, e si è scelto di proteggere il diesel, carburante strategico per il trasporto merci, lasciando invece la benzina più esposta alle oscillazioni del mercato.
Listini in salita e primi malumori dal settore
La conseguenza pratica è che, dal 2 maggio, mentre il diesel resta artificiosamente calmierato, la “verde” accusa un rincaro effettivo di circa 18,3 centesimi al litro. Molti gestori degli impianti hanno già segnalato un calo delle vendite proprio sulla benzina – un effetto immediato, se si pensa che l’aumento percepito dagli automobilisti è immediato. I distributori, dal canto loro, non possono intervenire più di tanto: i margini sono ormai ridotti all’osso, e il prezzo finale riflette in larga parte la pressione fiscale e il costo della materia prima. Non mancano, nel frattempo, le voci di protesta dal mondo dell’autotrasporto, che considera il nuovo assetto ancora precario. La data dell’11 maggio, va ricordato, è già stata cerchiata in rosso sul calendario: quel giorno è previsto un nuovo incontro tra le associazioni di categoria e il governo, e non è escluso un ritorno alla mobilitazione se il gasolio, a sua volta, subirà una stretta improvvisa.
Un quadro frammentato tra regioni e tipologie di clientela
A complicare ulteriormente la lettura dei prezzi – già di per sé poco trasparente, chiunque abbia provato a confrontare i cartelli stradali lo sa – c’è la consueta variabilità geografica. Nelle aree del Sud e in alcune province del Nord come Bolzano, i listini hanno toccato da giorni soglie più alte, superando talvolta i 2 euro al litro per la benzina. Il disallineamento con il diesel, che finora aveva protetto gli automobilisti da rincari eccessivi, si sta dunque assottigliando rapidamente. Eppure, il governo ha scelto di non intervenire con una misura omogenea, preferendo una soluzione asimmetrica che protegge un settore – quello dei trasporti pesanti – a scapito della mobilità privata. Una scelta chiara, certo, ma destinata a lasciare molti automobilisti con l’amaro in bocca ogni volta che, davanti alla pompa della benzina, vedranno il contatore salire più velocemente del previsto.




