Accise sui carburanti, la rimodulazione che non convince: diesel più caro, benzina solo un po' meno
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Redazione Economia
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È entrata in vigore la rimodulazione delle accise sui carburanti, un intervento che, sebbene presentato come un riequilibrio a favore delle fonti meno inquinanti, rischia di lasciare insoddisfatti milioni di automobilisti. Il gasolio per autotrazione subisce un aumento di 1,5 centesimi al litro, portando l’imposta a 63,24 centesimi, mentre la benzina verde beneficia di una riduzione dello stesso importo, scendendo a 71,34 centesimi. Un aggiustamento che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe incentivare scelte più sostenibili, ma che nella pratica si traduce in un aggravio immediato per chi ancora viaggia a diesel, ancora molto diffuso nel parco circolante italiano.
Il provvedimento, adottato dai ministeri dell’Ambiente e dell’Economia e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, rientra nel quadro della delega fiscale per la revisione del sistema tributario. Tuttavia, l’impatto reale appare ben diverso dalle premesse: se da un lato la benzina diventa leggermente più economica, il rincaro sul diesel peserà su una fetta consistente di automobilisti, soprattutto considerando che in Italia i veicoli alimentati a gasolio rappresentano ancora una quota significativa.
A rendere ancora più amara la pillola è il fatto che, nonostante queste variazioni, il peso delle accise sul prezzo finale dei carburanti rimane schiacciante. Secondo i dati di Assoutenti, le tasse – tra Iva e accise – coprono il 61,1% del costo della benzina e il 57,2% di quello del gasolio. Nel 2023, su una spesa complessiva di 70,9 miliardi di euro in carburanti, ben 38,1 miliardi sono finiti nelle casse dello Stato. Un dato che colloca l’Italia tra i Paesi europei con i prezzi più elevati: sesta posizione per il gasolio e settima per la benzina nella classifica Ue.
Paradossalmente, con questa rimodulazione, fare un pieno di benzina risulta oggi più conveniente rispetto a ricaricare un’auto elettrica. Un paradosso che stride con le politiche di transizione ecologica, ma che dimostra come il sistema fiscale sui carburanti sia ancora lontano da una razionalizzazione efficace. Senza contare che, nonostante i proclami sull’abbattimento delle accise, queste ultime continuano a rappresentare oltre la metà del prezzo pagato alle pompe.




