Diego Spagnoli lascia Vasco Rossi dopo oltre 40 anni: la lite sul palco e il botta e risposta social
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Si chiude dopo oltre quarant'anni il sodalizio artistico e umano tra Vasco Rossi e Diego Spagnoli, storico direttore di palco del rocker di Zocca. La separazione, circolata come voce nei giorni scorsi, è stata ufficializzata attraverso i social da entrambe le parti, con una sequenza di messaggi che ha rapidamente assunto i contorni di un vero e proprio caso mediatico. Da un lato Spagnoli, che rivendica la paternità esclusiva della decisione; dall'altro il Komandante, che interviene per ricostruire i fatti e correggere quella che definisce una narrazione troppo vittimistica.
Le parole di Spagnoli: «Scelta solo ed esclusivamente mia»
È stato lo stesso Spagnoli ad annunciare l'addio con un video pubblicato sui propri canali social, nel quale ha tenuto a precisare che la scelta di interrompere la collaborazione non è stata determinata da pressioni esterne. «La scelta è solo ed esclusivamente mia e non dirò mai il perché», ha dichiarato, aggiungendo che «nessun direttore artistico o vertice ha deciso la mia rinuncia». Parole che, nelle intenzioni del diretto interessato, avrebbero dovuto chiudere la questione, ma che hanno invece aperto uno spazio di intervento per Vasco Rossi.
Spagnoli ha anche voluto rivolgere un pensiero ai fan: «Avrei voluto salutarvi in altro modo», ha scritto, augurando a tutti uno splendido evento anche senza di lui.
La replica di Vasco: la discussione durante le prove
La risposta del cantante non si è fatta attendere. In un lungo post pubblicato su Instagram, Rossi ha spiegato di non voler lasciare alcun alone di mistero sulle ragioni della rottura. «Non c'è alcun mistero, lui non ve lo dirà mai, ve lo dico io», ha esordito, ricostruendo quanto accaduto. «Durante le prove abbiamo avuto una discussione sul palco, davanti a due persone. Ero nervoso e teso, ma non è una giustificazione. Gli ho detto quello che pensavo e lui si è sentito offeso. Mi dispiace».
Il rocker ha poi aggiunto che Spagnoli ha portato a termine il tour con grande professionalità e che, dopo l'ultimo concerto, gli ha inviato un video per spiegare le proprie ragioni.
Nel suo intervento Vasco ha anche contestato la versione fornita dall'ormai ex collaboratore, definendola «un po' troppo vittimistica». Secondo il cantante, la volontà di Spagnoli di lasciare era precedente alla discussione: «Ci siamo sentiti più volte negli ultimi tre mesi e ho sempre verificato la tua decisione più che irrevocabile; nell'ultima occasione ti ho informato che avrei iniziato la ricerca per sostituire la tua collaborazione».
Rossi ha inoltre sottolineato come il fulmine a ciel sereno delle dimissioni, arrivate alla vigilia di uno degli appuntamenti più importanti della carriera, non sarà indolore sul piano affettivo ma soprattutto su quello organizzativo.
Il giubileo laico e i cinquant'anni di musica
La separazione arriva in un momento cruciale per la carriera di Vasco Rossi, che nel 2027 celebrerà cinquant'anni di musica con dieci concerti allo Stadio Olimpico di Roma, in programma il 6, 7, 10, 11, 15, 16, 19, 20, 24 e 25 giugno. Si tratta della più grande residency mai realizzata in Italia, un progetto che lo stesso artista ha ribattezzato «giubileo laico». I biglietti per tutte e dieci le date sono andati esauriti in meno di trenta minuti dall'apertura della vendita generale, con oltre 550.000 tagliandi polverizzati, a conferma di un seguito che da tempo supera le capienze disponibili negli stadi italiani.
Vasco ha voluto comunque rivolgere un ringraziamento pubblico a Spagnoli, definendolo «il mio complice sul palco» e ricordando di averlo voluto al suo fianco fin dal primo giorno. «Diego non è sostituibile. Diego è Diego», ha scritto, precisando tuttavia che la macchina organizzativa non si fermerà: «Dobbiamo andare avanti e troveremo una soluzione per continuare lo spettacolo». Il cantante ha poi lasciato uno spiraglio: «Mai dire mai… chi vivrà vedrà».
La risposta di Spagnoli a quest'ultimo passaggio non si è fatta attendere: «Quando c'è un Giubileo io vado a San Pietro, Vaticano… Che non è Roma!», ha commentato, in quella che appare una chiusura tanto ironica quanto netta. Il tour celebrativo del 2027 resta comunque confermato, con l'Olimpico pronto a trasformarsi per un mese intero nella capitale del rock italiano.
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