Volkswagen ridisegna la produzione a Wolfsburg tra tagli e transizione elettrica
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Redazione Economia
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La ristrutturazione dello stabilimento Volkswagen di Wolfsburg, che prenderà forma definitiva nel 2027, rappresenta una delle più radicali trasformazioni nella storia del gruppo tedesco. Con l’obiettivo di adattarsi alla produzione di veicoli elettrici, l’azienda ha avviato un complesso processo di riorganizzazione che, almeno nella fase iniziale, potrebbe portare all’introduzione di una settimana lavorativa di quattro giorni. A comunicarlo ai dipendenti è stata Daniela Cavallo, a capo del comitato aziendale, precisando che si tratterebbe di una misura temporanea per gestire la riduzione della capacità produttiva durante la transizione. I sindacati, dal canto loro, hanno invitato i lavoratori a valutare la possibilità di turni aggiuntivi per compensare il minor monte ore.
Parallelamente, prosegue senza sosta il piano “Zukunft Volkswagen”, il maxi programma di ristrutturazione annunciato a dicembre 2024, che punta a ridurre di 35 mila unità il personale in Germania entro il 2030. Un obiettivo che sembra già a portata di mano, considerando che oltre 20 mila dipendenti hanno finora aderito alle dimissioni volontarie, spinte da incentivi che in alcuni casi raggiungono i 400 mila euro. Una cifra significativa, che testimonia la determinazione dell’azienda nel ridisegnare la propria forza lavoro senza ricorrere a licenziamenti forzati.
Durante l’assemblea del 3 giugno scorso, il consiglio di amministrazione ha ribadito l’importanza di questa strategia, sottolineando come il ridimensionamento del personale sia funzionale non solo al contenimento dei costi, ma anche alla salvaguardia degli stabilimenti tedeschi. “Si tratta di una scelta dolorosa ma necessaria”, hanno fatto sapere fonti interne, evidenziando come la riconversione verso l’elettrico richieda un ripensamento globale dell’organizzazione produttiva.




