Andrea Sempio spiega le ragioni della separazione dall'avvocato Lovati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, ha scelto di rompere il silenzio mediatico che lo aveva avvolto per mesi, affrontando in diretta nazionale le motivazioni che lo hanno condotto a un passo così significativo come la revoca del mandato al suo legale, Massimo Lovati. «La decisione di cambiare avvocato è stata tutt'altro che presa a cuor leggero», ha dichiarato durante la trasmissione La vita in diretta, sottolineando come la scelta, maturata dopo un incontro chiarificatore, sia stata l'esito inevitabile di divergenze profonde sulla condotta della difesa. L'uomo, che si proclama innocente, ha delineato un percorso ormai insostenibile, segnato da visioni strategiche inconciliabili nonostante il riconoscimento della professionalità del penalista, il quale lo aveva già assistito nelle precedenti indagini del 2017 portandolo a due archiviazioni.

Divergenze strategiche al centro della scelta

Al cuore della separazione, secondo il racconto di Sempio, non vi sarebbero state questioni marginali bensì un disaccordo fondamentale sulla linea da seguire. «Abbiamo avuto un incontro con l'avvocato Lovati in cui io speravo di appianare alcune divergenze, alcune idee diverse che avevamo sulla strategia difensiva», ha spiegato, aggiungendo che il tentativo di mediazione non ha sortito l'effetto desiderato. «Purtroppo, questo non è stato possibile». Ha quindi proseguito offrendo una caratterizzazione del metodo dell'avvocato, definendolo come una persona che «va dritto per la sua strada», un approccio che avrebbe reso impossibile instaurare quel dialogo costruttivo che egli ritiene indispensabile in un rapporto di fiducia così delicato.

La svalutazione del fattore mediatico

Sebbene l'attenzione dei media attorno al caso sia stata intensa, Sempio si è affrettato a sminuirne il peso nella decisione finale, attribuendole un'importanza quantitativamente minoritaria. «L’aspetto mediatico, tutto quello che è successo negli ultimi tempi è stato sì importante, ma non è nemmeno un terzo delle ragioni che ci ha portato a dividerci», ha precisato. Questa puntualizzazione mira a concentrare l'attenzione sulle dinamiche interne alla difesa, distanziandosi da qualsiasi lettura che volesse interpretare il cambio di avvocato come una mossa dettata principalmente dalla percezione pubblica o dalle reazioni sui mezzi di informazione.

Una nuova fase comunicativa

L'uscita di scena di Lovati sembra aver inaugurato per Sempio una fase comunicativa completamente nuova e più assertiva. Dopo un lungo periodo di assenza dai riflettori, l'uomo ha infatti inviato, nell'arco di pochi giorni, due videomessaggi a programmi televisivi di ampio ascolto, prima a Quarto Grado e poi a La Vita in Diretta. In entrambe le occasioni, l'obiettivo dichiarato è stato quello di «spiegare le sue posizioni» riguardo alla vicenda che lo riguarda, cercando di prendere in mano la narrazione della propria storia. L'intervento in esclusiva su Rai Uno ha rappresentato il momento più esplicativo, costituendo la prima occasione in cui ha illustrato pubblicamente, secondo la sua personale versione, i motivi della rottura con colui che fino a poco prima era il suo difensore di fiducia.

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