Manifestazioni del 30 ottobre, studenti in piazza in 70 città

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le manifestazioni del 30 ottobre collegate allo sciopero generale contro carovita, guerra e riarmo hanno portato gli studenti in piazza in 70 città, con scontri con la polizia soprattutto a Roma, Torino, Mestre e Vicenza e momenti di tensione in altri centri. Il portavoce della Confederazione Cobas, Pietro Bernocchi, ha parlato di «una mobilitazione davvero oceanica» e ha stimato in un milione le persone scese in strada, cifra che per la sola Capitale indica in 100mila presenze.

Roma, dalla festa di piazza alle barricate di via Claudia

Nella Capitale la giornata è cominciata come una festa piena di rabbia, con migliaia di ragazzi in corteo contro la guerra e il carovita. Intorno alle 14 il corteo dell'Usb è arrivato in via dei Fori Imperiali, dove i manifestanti hanno montato una ventina di tende da campo, annunciando un presidio fisso fino a domenica, quando sarà convocata un'assemblea nazionale. Il pomeriggio, però, è stato scandito da tre momenti distinti per genesi, dinamica ed epilogo, nei quali un atteggiamento violento, ripudiato da molti partecipanti, è stato messo in pratica da gruppi di facinorosi.

Il primo episodio si è consumato davanti al Colosseo, quando un gruppo di incappucciati si è staccato dal corteo principale per attaccare il cordone della polizia in via Claudia, la stradina che unisce l'anfiteatro al Celio. I manifestanti hanno alzato barricate con i cassonetti, poi incendiati con palloncini pieni di benzina, e hanno tentato anche l'assalto al cantiere della metro C. Contro gli agenti sono state lanciate molotov, bombe carta e sassi.

Idranti a Testaccio e il bilancio delle denunce

Lo scontro si è poi spostato su lungotevere Testaccio, dove i manifestanti hanno continuato a lanciare bottiglie e arredi sottratti ai locali della zona. A quel punto sono entrati in azione gli idranti e gli agenti del reparto Mobile hanno respinto il gruppo, che a più riprese aveva cercato di sfondare gli sbarramenti per raggiungere i palazzi istituzionali. Una parte degli organizzatori, secondo le ricostruzioni, ha accompagnato il corteo fino all'ultimo, anche dopo il lancio di ordigni in via Claudia.

Il bilancio delle forze dell'ordine registra otto denunce per travisamento e resistenza a pubblico ufficiale, mentre altre 200 persone sono state identificate e per loro si valuta la contestazione del blocco stradale. Gli investigatori lavorano sulle immagini per risalire agli incappucciati che hanno guidato gli attacchi al Colosseo.

Chi ha indetto lo sciopero e il precedente del 16 ottobre

Lo sciopero generale era stato proclamato per venerdì 30 ottobre dai sindacati di base, tra cui Usb, Cub, Sur e Usi-Cit, per i settori pubblico e privato. Ai cortei di Milano, Torino, Roma e Bologna avevano aderito anche i collettivi studenteschi, con il Collettivo Osa tra le sigle promotrici. A Torino gli studenti avevano annunciato in anticipo di voler tenere salda l'alleanza con i lavoratori.

Il clima era già teso dopo il 16 ottobre, quando a Roma erano stati lanciati petardi contro il corteo e bruciate bandiere, mentre a Torino alcuni studenti avevano tirato sassi contro la polizia, che aveva risposto con idranti e lacrimogeni. A Milano, dopo quella giornata e gli scontri del giorno seguente, erano state fermate oltre 200 persone, quasi tutte minorenni.

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