Il paradosso di Byd: crollo delle vendite in Cina a febbraio, ma in Italia è record di immatricolazioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’andamento del colosso cinese dell’auto, sul finire del primo bimestre del 2026, disegna una traiettoria a dir poco contraddittoria, fatta di luci e ombre che riflettono dinamiche di mercato opposte tra il fronte domestico e quello europeo. Se in patria, come emerge dai dati diffusi nelle ultime ore, si registra un arretramento significativo, con le consegne complessive ferme a 190.190 veicoli – un tonfo del 41,1% rispetto allo stesso mese del 2025 e un calo del 9,5% su gennaio 2026 -2-6-8 –, nel nostro Paese la musica cambia radicalmente, anzi, non è mai stata così dolce per il costruttore guidato da Wang Chuanfu. Febbraio, va detto, è stato un mese particolare in Cina, segnato dalle festività per il Capodanno lunare, le quali, cadendo quest’anno in un periodo diverso rispetto al passato, hanno di fatto compresso l’attività commerciale e produttiva per diverse giornate, amplificando un calo che, peraltro, si inserisce in un contesto di domanda interna sempre più fiacca e di concorrenza spietata.

Una crescita da record che ribalta le attese

E mentre il mercato cinese arretra, l’Italia diventa una vera e propria ancora di salvezza, o meglio, il teatro di un’ascesa inarrestabile. Le immatricolazioni di Byd nel nostro paese hanno raggiunto a febbraio quota 4.110, segnando il miglior risultato mensile da quando il marchio ha fatto il suo ingresso ufficiale. Un balzo in avanti del 191% su base annua e un +16% rispetto allo scorso gennaio, numeri che testimoniano una penetrazione commerciale che l’azienda stessa definisce, a ragione, "strutturale" e non episodica. L’elemento più significativo, all’interno di questo quadro, riguarda la leadership nel segmento delle vetture ibride plug-in: qui Byd ha letteralmente fatto incetta di preferenze, conquistando una quota di mercato del 24,8% con 3.114 vetture immatricolate, una crescita superiore al 200% su febbraio dell’anno scorso. Tre dei primi cinque modelli più venduti in questa specifica categoria portano il suo marchio, con la Seal U DM-i e la Atto 2 DM-i a occupare addirittura i gradini più alti del podio.

La forza di una gamma trasversale

Non si tratta, però, del successo isolato di un singolo modello, bensì di una performance trasversale che coinvolge l’intera gamma, un aspetto che i vertici italiani della casa tengono a sottolineare. La distribuzione equilibrata dei volumi di vendita suggerisce una solidità di fondo del portafoglio prodotti, capace di intercettare le esigenze di una clientela variegata. Persino un modello come la Atto 2 DM-i, non ancora ufficialmente presentato alla stampa italiana, si è piazzato al secondo posto nel suo segmento, a dimostrazione di un interesse del pubblico che precorre i tempi e le campagne di comunicazione ufficiali. Sul fronte delle full electric, inoltre, la Dolphin Surf consolida la sua posizione come secondo veicolo a batteria più venduto in Italia, trainata da un ecosistema tecnologico proprietario che parte dalla celebre Blade Battery e arriva fino ai sistemi di infotainment sviluppati internamente. Se si allarga lo sguardo al cumulato dei primi due mesi, Byd risulta saldamente in testa nella classifica dei veicoli elettrificati – ovvero la somma di elettriche pure e ibride plug-in – con una quota del 16,5%, un risultato che in via Roma, dove ha sede l’ufficio stampa, accolgono con comprensibile soddisfazione.

L’effetto combinato di incentivi e nuove abitudini

Quest’impennata delle immatricolazioni, che ha portato la quota di mercato del marchio al 2,6% a febbraio, non è certo casuale. Incrocia, da un lato, la spinta degli incentivi statali, che continuano a orientare le scelte dei consumatori verso modelli a basso impatto ambientale, e dall’altro, la capacità del gruppo cinese di offrire tecnologicamente prodotti competitivi, con una particolare attenzione al rapporto qualità-prezzo. La concorrenza con altri costruttori asiatici ed europei si fa serratissima, ma Byd sembra aver trovato la quadratura del cerchio, proponendosi come un attore ormai in grado di presidiare ogni fase del percorso di elettrificazione. Per accompagnare questa fase di lancio, specialmente per i nuovi modelli ibridi, sono già state programmate iniziative di porte aperte nei weekend del 14-15 e 21-22 marzo, per permettere a chi è interessato di testare su strada la tecnologia DM-i e toccare con mano i vantaggi della mobilità plug-in nella vita di tutti i giorni.

L’export come contrappeso al rallentamento domestico

Tornando ai numeri globali, l’exploit italiano – e più in generale europeo – assume un valore strategico ancora più rilevante se letto in controluce rispetto alla frenata cinese. I dati diffusi dalla casa madre parlano chiaro: se le consegne complessive sono precipitate, le esportazioni hanno invece fatto segnare un +50%, raggiungendo le 100.600 unità. Un dato, quest’ultimo, che per la prima volta ha visto i volumi venduti fuori dai confini nazionali superare quelli immatricolati all’interno della Cina, un sorpasso epocale che ridisegna gli equilibri del gruppo. Mercati come il nostro, ma anche il Messico, il Brasile e diversi paesi del Sud-est asiatico, stanno assorbendo una fetta sempre più consistente della produzione, compensando almeno in parte il raffreddamento della domanda interna. E mentre l’amministrazione Trump, tornato alla Casa Bianca, osserva con attenzione le mosse dei costruttori cinesi, Byd continua a tessere la sua tela, forte di una strategia che punta a diversificare i rischi e a consolidare la propria presenza globale, anche a costo di dover gestire dinamiche interne così contrastanti.

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