A Pistoia è allarme coccodrillo, ma dell’animale e del cacciatore francese non c’è traccia

A Pistoia è allarme coccodrillo, ma dell’animale e del cacciatore francese non c’è traccia
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L’avvistamento, con tanto di foto, di un coccodrillo a Masiano, nella provincia di Pistoia, aveva messo in allarme la zona già nello scorso maggio: un operaio al lavoro sugli argini dell’invaso di un vivaio, l’azienda Reali, aveva immortalato quello che sembrava un rettile di discrete dimensioni.

Da quel momento, la vicenda ha alimentato chiacchiere, curiosità e un vero e proprio dibattito pubblico che si è trasformato in un fenomeno di costume, alimentato anche dal tam tam sui social network, dove i pistoiesi si dividono tra scettici e convinti sostenitori dell’esistenza del “mostro del lago di Masiano”.

Per cercare di fare chiarezza, giovedì scorso era arrivato a Pistoia un nome di spicco nel settore: Olivier Behra, un professionista francese di fama mondiale, già a capo di spedizioni in Africa per la mappatura delle popolazioni di rettili.

La sua presenza aveva dato un tocco di esotismo alla vicenda, facendo sperare in una soluzione rapida e in una cattura che mettesse fine alle dicerie. Eppure, dopo due notti di ricerche intensive nell’area del lago artificiale, la caccia al presunto coccodrillo si è fermata senza alcun esito positivo, lasciando tutti con un pugno di mosche.

Il mistero si infittisce: l’esperto scompare nel giro di poche ore

Al giallo del coccodrillo, che per settimane ha tenuto banco tra i “negazionisti” e i “possibilisti”, si è aggiunto un ulteriore elemento di mistero che ha contribuito a rendere la vicenda ancora più surreale. Nel giro di poche ore, infatti, anche del cacciatore d’Oltralpe si sono perse le tracce: arrivato giovedì mattina a Masiano con l’obiettivo di rintracciare il rettile, Behra è praticamente scomparso, lasciando il paese in un subbuglio che ormai va ben oltre la semplice cronaca locale.

La sua unica, lapidaria dichiarazione, in francese, è stata “Pas vu de crocodile” – non ho visto nessun coccodrillo – prima di far perdere le proprie tracce e fare ritorno in Francia, a quanto pare, senza aver risolto l’enigma.

Un paese diviso tra leggenda metropolitana e timori concreti

La vicenda, che ormai impazza da un mese e mezzo, ha spaccato l’opinione pubblica locale. Da un lato ci sono i convinti che l’animale esista davvero e che si aggiri nelle acque del lago Reali, alimentando la tensione e spingendo qualcuno a tenere i figli in casa; dall’altro, i più scettici ricordano episodi analoghi del passato, come quando anni fa si vociferava della presenza di una pantera sull’argine dell’Ombrone, salvo poi rivelarsi un falso allarme.

“Ancora con questa storia del coccodrillo”, commentano i più, “o l’è affogata o eran loro che avevano bevuto troppo”, un modo colorito per liquidare la faccenda come una bufala alimentata dalla suggestione collettiva.

Ricerche infruttuose e un fenomeno di costume

Nonostante la competenza del cacciatore francese, le ricerche non hanno dato alcun risultato e il rettile, se mai ci sia stato, rimane un’ombra elusiva. La foto scattata dall’operaio resta l’unico indizio, ma non è bastata a convincere l’esperto, che ha dovuto constatare l’assenza di tracce concrete.

Così, quella che poteva sembrare una partita di caccia grossa da “La mia Africa” si sta trasformando sempre più in un fenomeno di costume, fatto di chiacchiere da bar e post sui social, che tiene banco nella città toscana ben più della concreta possibilità di un incontro ravvicinato con un pericoloso esemplare.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.