Bugatti Destrier, la one-off del Programme Solitaire che trasforma la Bolide in un capolavoro di eleganza
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Che cosa accade quando la creatura più estrema e votata alla pista mai uscita dagli stabilimenti di Molsheim viene privata delle sue ali e delle sue prese d'aria, e il suo DNA viene reindirizzato verso un ideale di pura scultura automobilistica? La risposta è la Bugatti Destrier, terzo esemplare unico nato dal Programme Solitaire della casa francese, che è stato svelato in occasione della Monterey Car Week in California, per poi essere esposto al Pebble Beach Concours d'Elegance.
Un'operazione che, nell'immaginario collettivo, potrebbe apparire quasi un controsenso: imbrigliare la furia della Bolide, hypercar da pista con un rapporto peso-potenza da far invidia a una Formula 1, per trasformarla in un oggetto di alta sartoria destinato a sfilare sui prati dei concorsi d'eleganza più esclusivi al mondo. Eppure, è proprio questa la magia dell'ultima creazione del Programme Solitaire, un progetto che si spinge oltre la semplice personalizzazione per incarnare l'essenza stessa del coachbuilding.
Destrier, il cavallo da battaglia che diventa auto
Il nome Destrier, che in italiano suona familiare e che evoca immediatamente immagini di cavalieri medievali e battaglie campali, non è stato scelto per caso. Nell'antica Francia, il destriero era il possente e agile cavallo da guerra, il compagno fedele del cavaliere in battaglia. Oggi, quella parola assume una forma completamente diversa su quattro ruote, mantenendo però intatto il suo spirito indomito e la sua presenza imponente. A differenza dei precedenti progetti del Programme Solitaire, Brouillard e F.K.P.
Hommage, che prendevano spunto da storie emotive e riferimenti storici legati al marchio, la Destrier è un'esplorazione istintiva e puramente emozionale del design, un'opera d'arte che parla direttamente al cuore. Lo ha spiegato bene Frank Heyl, direttore del design di Bugatti, sottolineando come la Bolide abbia fornito le proporzioni più estreme mai create dal marchio e come, liberandole dalla ricerca ossessiva del carico aerodinamico, sia stato possibile lasciare che parlassero come pura scultura.
Un concetto che riecheggia la storia della casa di Molsheim, dove lo stesso telaio della Type 57 ha dato vita sia alla vincitrice della 24 Ore di Le Mans, la Type 57G "Tank", sia alla più elegante e iconica Type 57SC Atlantic.
Un metro d'altezza e una carrozzeria scolpita
Se la Bugatti Bolide è un concentrato di tecnologia e aerodinamica spinta al limite, con le sue immense ali e le prese d'aria che ne scolpiscono la carrozzeria, la Destrier ne rappresenta il contraltare perfetto. Pur condividendo con la sorella da pista la monoscocca in fibra di carbonio e il monumentale propulsore W16 da 8.0 litri quadriturbo da 1.600 CV, la one-off abbandona completamente le componenti aerodinamiche più estreme per abbracciare un'estetica più pura e raffinata.
Il risultato è un'hypercar che, con i suoi cerchi da 20 pollici all'anteriore e da 21 pollici al posteriore, si contrappone ai volumi puri della carrozzeria, alta appena un metro, che la rende la Bugatti più bassa mai realizzata.
La caratteristica linea a C Bugatti, che tradisce l'appartenenza della vettura, è stata rivista e posizionata più in avanti, quasi come se "prendesse respiro" prima di incontrare la calandra a ferro di cavallo, che appare più larga e integrata in un frontale dall'aspetto più sobrio e meno aggressivo rispetto a quello della Bolide.
Il posteriore è dominato da uno spoiler integrato che richiama quello della Chiron Profilée e da un'imponente configurazione di quattro terminali di scarico centrali, mentre la verniciatura Sapphire Celeste, creata esclusivamente per quest'auto, presenta una brillantezza ispirata ai diamanti per esaltare le forme scultoree della carrozzeria.
Un abitacolo da sartoria per un esemplare unico
Se l'esterno è un inno all'eleganza e alla purezza delle forme, l'abitacolo della Destrier rappresenta il vero e proprio salto di qualità rispetto alla Bolide. L'interno della hypercar da pista è spartano e funzionale, pensato unicamente per le prestazioni; quello della Destrier, al contrario, è un raffinato salotto realizzato su misura per il suo unico e anonimo proprietario.
I materiali utilizzati sono di altissima qualità, con pelli e nubuck nella calda tonalità Ambre Voyageur che si abbinano a un avanzato tessuto a maglia 3D, che avvolge i sedili e la plancia. In questo tessuto sono intrecciati fili di rame che creano un motivo a "halo-line" che corre intorno all'abitacolo, generando un effetto scintillante e prezioso. Il volante, dallo stile yoke, e la strumentazione digitale richiamano l'essenza racing della Bolide, ma sono stati rivisitati in chiave più lussuosa.
Un dettaglio che lega idealmente la vettura al suo nome è la lavorazione martellata dell'alluminio, applicata a componenti come il mozzo del volante, le bocchette dell'aria e i battitacco, che richiama la lavorazione artigianale delle armature dei cavalieri medievali.
Il cuore della belva: il W16 in tutto il suo splendore
Nonostante il nuovo look e la diversa filosofia, sotto il cofano della Destrier batte ancora il cuore pulsante della Bolide. Il monumentale 8.0 W16 quadriturbo, ormai prossimo alla fine della sua carriera con l'avvento della nuova Tourbillon e del suo V16 ibrido, viene qui celebrato nella sua massima espressione, erogando la bellezza di 1.600 CV e 1.600 Nm di coppia.
Un motore che, sebbene non siano state comunicate le prestazioni specifiche della Destrier, è in grado di spingere la Bolide da 0 a 100 km/h in soli 2,2 secondi, un dato che lascia intuire il potenziale inespresso di questa vettura da strada. La filosofia che ha guidato la creazione di questo capolavoro, però, non è quella di stabilire nuovi record, ma quella di celebrare l'ingegneria e l'artigianalità in un'opera unica.
Il prezzo, come per tutte le creazioni del Programme Solitaire, non è stato reso noto e difficilmente lo sarà, ma considerando che per la Brouillard si parla di una cifra intorno ai 20 milioni di euro, e che la Bolide parte da 4 milioni di euro, si può facilmente immaginare che l'importo per assicurarsi questo esemplare unico sia di gran lunga superiore.
La Bugatti Destrier è molto più di un'auto, è la dimostrazione che il lusso estremo e le prestazioni da hypercar possono convivere in un equilibrio perfetto, creando oggetti che, come ha profetizzato Frank Heyl, continueranno a essere ammirati sui prati dei concorsi d'eleganza anche tra cinquant'anni.
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