Stellantis, Urso chiede un terzo modello per rilanciare Mirafiori

Stellantis, Urso chiede un terzo modello per rilanciare Mirafiori
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Stellantis a Mirafiori avrà bisogno probabilmente di un terzo modello per garantire un livello adeguato di produzione oltre alla Fiat 500 elettrica e alla nuova versione ibrida. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso durante il question time alla Camera, indicando la necessità di nuovi volumi produttivi per lo storico stabilimento torinese. La posizione del Governo si aggiunge alle richieste avanzate da tempo dai sindacati, che hanno sottolineato come il rilancio della Fiat 500 Hybrid potrebbe non essere sufficiente a sostenere l’attività industriale di Mirafiori.

Urso indica un nuovo modello per sostenere la produzione a Mirafiori

Secondo Urso, per Mirafiori «probabilmente sarà necessario un terzo modello» in grado di affiancare le produzioni già previste nello stabilimento. Il ministro ha collegato questa esigenza al futuro produttivo del sito torinese e alla necessità di aumentare i livelli di attività automobilistica. La richiesta rappresenta un punto di incontro tra la posizione del Governo e quella dei rappresentanti dei lavoratori, che da tempo chiedono soluzioni capaci di garantire maggiori volumi e continuità produttiva.

Durante il suo intervento, Urso ha anche ricordato il tavolo automotive dedicato al monitoraggio del Piano Italia, spiegando che Stellantis ha confermato investimenti pari a 5 miliardi di euro e il mantenimento in produzione di tutti gli stabilimenti. Il ministro ha evidenziato la differenza rispetto ad altri scenari europei, citando previsioni di chiusura di stabilimenti riportate da Boston Consulting, e ha ribadito l’attenzione verso la filiera della componentistica italiana.

Stellantis conferma investimenti e Urso parla di inversione di tendenza

Nel corso delle dichiarazioni alla Camera, Urso ha affermato che Stellantis registra una inversione di tendenza dopo quello che ha definito un annus horribilis 2025. Secondo quanto riferito dal ministro, nei primi sei mesi del 2026 la produzione sarebbe cresciuta con una media superiore al 15%. Urso ha attribuito questo cambiamento alle decisioni prese dall’azienda, tra cui la rimozione di Tavares e una revisione del piano industriale con nuovi modelli ritenuti più rispondenti alle esigenze del mercato.

Il ministro ha inoltre spiegato che Stellantis ha confermato contratti annuali pari a 7 miliardi di euro per la filiera della componentistica italiana. Il quadro delineato durante il tavolo automotive comprende quindi gli investimenti annunciati, il mantenimento degli stabilimenti e il sostegno al sistema produttivo collegato al settore dell’auto, con particolare attenzione al ruolo degli impianti italiani.

Il futuro dello stabilimento torinese resta legato ai nuovi modelli

La questione di Mirafiori rimane concentrata sulla capacità dello stabilimento di aumentare la produzione attraverso nuovi modelli. Oltre alla Fiat 500 elettrica e alla Fiat 500 Hybrid, il terzo modello indicato da Urso viene presentato come un elemento necessario per assicurare maggiore continuità alle attività produttive. La discussione coinvolge quindi sia il futuro dello stabilimento torinese sia il percorso industriale scelto da Stellantis in Italia.

Le dichiarazioni del ministro arrivano dopo la conferma degli investimenti del gruppo automobilistico e dopo il monitoraggio del Piano Italia svolto nel tavolo automotive. Al centro restano la produzione negli stabilimenti italiani, il ruolo della componentistica e la ricerca di nuovi volumi per sostenere impianti come quello di Mirafiori.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.