Il paradosso dei rating su Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca
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Redazione Economia
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Mentre il mercato si interroga sulle mosse delle agenzie di valutazione, si consuma il paradosso che vede Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca ai lati opposti di un verdetto che ha dell’incomprensibile. Moody’s, infatti, ha intrapreso un duplice sentiero, da un lato migliorando il giudizio sulla banca senese e dall’altro appannando quello sull’istituto di credito di Piazzetta Cuccia, recentemente assorbito tramite un’offerta pubblica di acquisto.
Le mosse contrastanti di Moody's
La logica sottostante, stando alle ricostruzioni, sarebbe quella di allineare il destino di Mediobanca a quello della sua nuova capogruppo, Mps, la quale, pur beneficiando di un upgrade, si trova a navigare in una categoria di merito creditizio che rimane, per alcuni aspetti, più bassa di quella che Mediobanca deteneva in autonomia. Un allineamento che, tuttavia, si è rivelato asimmetrico, creando una discrepanza che ha lasciato perplessi gli osservatori. Nello specifico, il rating a lungo termine di Mediobanca è stato declassato a Baa3, mentre il suo merito di credito di base (Baseline Credit Assessment) è sceso a Ba1. Contemporaneamente, Monte dei Paschi di Siena ha visto il proprio rating di lungo termine sui depositi salire a Baa1.
La replica di Mediobanca e il segnale opposto di DBRS
La giustificazione di Moody's risiede nella creazione di un gruppo più ampio e diversificato. Tuttavia, Mediobanca ha replicato con un comunicato, affermando che l’attuale rating "non rifletta la creditworthiness del Gruppo Mediobanca". A complicare il quadro è intervenuta l'agenzia DBRS Morningstar, che ha invece migliorato il rating sul debito senior a lungo termine di Mps a 'BBB', con trend "positivo", in netto contrasto con la cautela di Moody's.
Un rompicapo per gli investitori
Due agenzie, due metodologie differenti che producono esiti contrastanti, lasciando gli investitori a navigare in un mare di giudizi non allineati. La vicenda solleva questioni sulla trasparenza e la coerenza dei criteri usati per valutare istituti in trasformazione, generando una confusione che rischia di offuscare i reali fondamentali del neonato gruppo bancario.




