Tragedia a Cunardo, uccide la moglie in clinica e si toglie la vita con un colpo di pistola

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ha ucciso la moglie malata con un colpo di pistola e poi si è tolto la vita. È il tragico epilogo che si è consumato nel primo pomeriggio di sabato 25 luglio alla casa di cura "Le Terrazze" di Cunardo, in provincia di Varese, dove un uomo di 83 anni, come ogni giorno, si era recato per far visita alla moglie, ricoverata da tempo nel reparto di lungodegenza a causa delle sue gravi condizioni di salute.

I colpi, esplosi con un'arma regolarmente detenuta, hanno raggiunto zone vitali del corpo di entrambi i coniugi, rendendo vano ogni tentativo di rianimazione da parte del personale sanitario e dei soccorsi giunti sul posto.

La dinamica dell'omicidio-suicidio nella clinica di Cunardo

L'episodio si è verificato al secondo piano della struttura sanitaria di via Ugo Foscolo, dove la donna, di qualche anno più giovane del marito e residente come lui nel Luinese, era ricoverata da alcuni mesi. Il gesto dell'anziano, che secondo le prime ricostruzioni sarebbe stato spinto dalla disperazione per le condizioni critiche della compagna di una vita, si è consumato accanto al letto della donna: dopo averle sparato, l'uomo si è tolto la vita con la stessa arma da fuoco, verosimilmente una pistola di piccolo calibro.

Le indagini dei carabinieri e il ruolo della procura

Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Luino e i colleghi del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Varese, che hanno effettuato i rilievi scientifici per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. Nel pomeriggio si è recato sul posto anche il pubblico ministero di turno della Procura di Varese, che coordina le indagini per fare piena luce sulla vicenda e accertare il movente del drammatico gesto.

Al momento, gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e documentazione medica per comprendere le motivazioni che hanno portato l'uomo a compiere l'estremo atto.

Il contesto e gli sviluppi giudiziari dell'inchiesta

La casa di cura "Le Terrazze", specializzata nella riabilitazione e nell'assistenza a pazienti con gravi patologie neurologiche, è al centro degli accertamenti che mirano a verificare le circostanze in cui l'uomo ha potuto introdurre l'arma nella struttura senza destare sospetti. La direzione della clinica si è attivata per offrire supporto psicologico al personale, profondamente scosso dall'accaduto, e per garantire la sicurezza degli altri degenti.

Il caso, che presenta inquietanti analogie con un precedente episodio verificatosi ad Angera nel giugno 2025, rimane al vaglio della magistratura, in attesa degli esiti delle indagini.

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