La pioggia e i ventagli spezzano la Parigi-Nizza, Vingegaard vince ma Ayuso si ritira
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Redazione Sport
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La quarta tappa della Parigi-Nizza, quella che avrebbe dovuto essere una frazione di trasferimento prima delle prime vere salite, si è trasformata in un campo di battaglia. Già dai primissimi chilometri, con la pioggia che cadeva incessante e il vento che soffiava forte, il plotone è andato in frantumi: i ventagli, una tecnica di corsa che richiede coordinazione e coraggio, hanno selezionato il gruppo in modo impietoso, creando immediatamente un solco tra i favoriti e chi, invece, è stato sorpreso in posizione sbagliata. In quel tratto di pianura reso viscido dall'acqua, chi si trovava davanti aveva tutto l'interesse a spingere per guadagnare secondi preziosi, mentre dietro la rincorsa si faceva disordinata e piena di insidie.
È stato in quel frangente che la corsa ha subito la sua prima, grave, battuta d'arresto. Juan Ayuso, lo spagnolo della Lidl-Trek che indossava la maglia gialla di leader, è caduto. Un incidente banale, forse, ma che in condizioni di stress e velocità può avere conseguenze gravissime. Per lui, nessuna possibilità di rimontare: il dolore e i danni alla bicicletta lo hanno costretto al ritiro a circa quaranta chilometri dal traguardo, lasciando i suoi sogni di classifica infranti sull'asfalto bagnato di Francia. Il gruppo di testa, nel quale viaggiava anche Jonas Vingegaard, non ha certo atteso. Il danese della Visma-Lease a Bike si è ritrovato così senza uno dei suoi più pericolosi rivali, ma con una corsa ancora tutta da interpretare, specialmente in vista dell'arrivo in salita a Uchon, con le sue pendenze a doppia cifra.
Vingegaard, che aveva in squadra anche il giovane Davide Piganzoli, un lombardo di ventitrè anni chiamato a fare il gregario in vista dei grandi appuntamenti di maggio, si è ritrovato improvvisamente senza un uomo prezioso. Anche Piganzoli, infatti, è stato costretto al ritiro nel corso di quella stessa frazione folle, caratterizzata da un meteo infernale e da un ritmo incessante. Non ha potuto, il ventitreenne, supportare il suo capitano nella fase cruciale, ma Vingegaard ha dimostrato di potersi affidare anche ad altri. Con sé, nel drappello di testa, aveva ben cinque corridori della Red Bull, tra cui un Dani Martinez in giornata di grazia. Il danese, che non vinceva una corsa da centosettantotto giorni, ha aspettato il momento giusto per colpire: nell'ultimo chilometro, con pendenze che toccavano il quattordici per cento, ha piazzato lo scatto secco che ha spezzato le gambe a tutti. Nessuno ha potuto replicare, e lui è passato sotto lo striscione d'arrivo in solitaria, andando a riprendersi non solo la vittoria di tappa ma anche la maglia gialla, sottraendola idealmente ad Ayuso.




