Porta a Porta spegne trenta candele, tra celebrazioni e polemiche

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Una puntata in prima serata su Rai 1, che ha voluto essere molto più di una semplice celebrazione, ha marcato i trent'anni di "Porta a Porta", il programma condotto ininterrottamente da Bruno Vespa. La trasmissione, andata in onda il 21 gennaio 2026, ha assunto i toni di un evento mediatico nazionale, accogliendo, accanto al conduttore visibilmente compiaciuto, una lunga teoria di ospiti illustri provenienti dalla politica e dallo spettacolo, cui si sono aggiunti i messaggi istituzionali, incluso quello di Papa Leone. La serata, un intreccio di amarcord televisivo e di attualità, non è però scivolata via senza intoppi, registrando momenti di tensione e di critica, alcuni dei quali, come le parole di Fiorello, diretti proprio verso la rete di Stato che ospitava la festa.

Il maggiordomo, la Venier e un trappolone in diretta

Tra i volti storici che hanno popolato lo studio, una presenza fissa e silenziosa ha ricordato come il programma sia fatto anche di figure di contorno: Paolo Baroni, il maggiordomo che dal 1996 accoglie gli ospiti, ha definito sé stesso "una ruota di scorta", rivelando una timidezza che contrasta con i suoi numerosi ruoli cinematografici. La serata, però, non è stata solo rievocazione nostalgica. Mara Venier, per esempio, è caduta in quello che è stato descritto come un vero e proprio "trappolone", trovandosi al centro di una situazione imbarazzante messa in scena in diretta, un episodio che ha strappato il sorriso ma che ha anche messo a nudo i meccanismi talvolta spietati del varietà televisivo.

Da Al Bano a Fiorello, il varietà irrompe nel salotto

L'irruzione del puro spettacolo nel format talk show è stata garantita da interventi come quello di Al Bano, descritto come surreale, e soprattutto dalla "bombardata" di Fiorello, il quale, pur portando gli auguri, non ha risparmiato critiche taglienti alla Rai, associandole pubblicamente a Bruno Vespa in un botta e risposta che ha squarciato il velo della celebrazione compatta. Momenti che hanno conferito alla serata un ritmo discontinuo, oscillante tra il tono alto degli interventi politici e le incursioni più popolari e imprevedibili del mondo dell'intrattenimento.

Un archivio vivente della storia italiana

Al di là delle singole performances, la serata ha tentato di ribadire il valore del programma come archivio vivente della storia nazionale, un punto di osservazione privilegiato sugli ultimi tre decenni di vita del paese. Gli interventi della premier Giorgia Meloni e di Elly Schlein, tra gli altri, hanno voluto sottolineare questo ruolo, seppure all'interno di un contenitore che per una notte ha mescolato, non senza qualche stonatura, l'alto e il basso, la cronaca e il gossip, la politica e il varietà. Il risultato finale, secondo alcune valutazioni espresse in rete, è stato quello di un karaoke talvolta deludente, capace però di fotografare, nel bene e nel male, il rapporto complesso e viscerale tra un programma e il suo pubblico.

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