Funerali di Antonello Fassari, Claudio Amendola: "Era l'amico con cui avrei voluto invecchiare"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Claudio Amendola, visibilmente scosso, ha parlato con voce rotta ai cronisti radunati davanti alla Chiesa degli Artisti a Roma, dove si sono tenuti i funerali di Antonello Fassari. "È un dolore grandissimo, immenso. Non ero preparato, mi stavo preparando ma non ero ancora pronto", ha confessato, trattenendo a stento le lacrime. Tra i primi a giungere in chiesa, Amendola ha ricordato il legame profondo che lo univa all’attore scomparso, conosciuto sul set de I Cesaroni, serie in cui interpretavano due fratelli. "È stato il mio fratello in questi dieci anni, anche lontano dalle riprese", ha aggiunto. "Sinceramente, era l’amico con cui avrei voluto invecchiare".
Sulla bara, adagiata al centro della navata, campeggiavano due oggetti simbolo della vita di Fassari: il grembiule da oste indossato nella fiction che lo ha reso celebre e una sciarpa della Roma, squadra di cui era tifoso. Piazza del Popolo, nonostante la pioggia intermittente, era affollata di colleghi, amici e fan, molti dei quali hanno atteso fuori dalla chiesa per un ultimo saluto. Tra i presenti, oltre ad Amendola, anche Matteo Branciamore, Niccolò Centioni, Max Tortora e Cesare Bocci, insieme a Giovanni Grasso, inviato dal Quirinale in rappresentanza del presidente Mattarella.
Fassari, scomparso il 5 aprile a 72 anni dopo una lunga malattia, aveva costruito la sua carriera alternando teatro, cinema e televisione, ma è stato il ruolo di Cesare Cesaroni a renderlo un volto amato dal pubblico. Le sue battute sarcastiche e il piglio burbero ma affettuoso avevano conquistato gli spettatori, che oggi lo ricordano non solo come un attore, ma come una presenza familiare. La cerimonia, sobria e intima, ha evitato toni enfatici, concentrandosi sulla memoria di un uomo che, lontano dai riflettori, coltivava amicizie sincere e passioni semplici.




