Suello piange Andrea Ponzoni, il pilota esperto di parapendio stroncato dal volo
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Redazione Interno
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Un dramma silenzioso, interrotto solo dal suono del vento e dallo strazio di uno schianto, ha spezzato il primo giorno dell'anno sul Monte Cornizzolo, dove Andrea Ponzoni, che a tutti era noto semplicemente come "il Ponz", ha perso la vita mentre praticava la sua grande passione. L'uomo, lecchese di 37 anni residente a Cantù, esperto pilota e da poco istruttore, aveva da maggio affiancato all'attività agonistica anche quella di guida per la squadra dell'Aero Club Monte Cornizzolo, trovando in quel ruolo una naturale evoluzione di una dedizione che lo aveva reso una figura centrale e stimata nell'ambiente del volo libero. L'incidente, avvenuto nel primo pomeriggio nel territorio comunale di Suello, ha avuto come testimoni i suoi stessi compagni di volo, i quali, impotenti dall'area di atterraggio, hanno visto il parapendio di Ponzoni perdere il controllo per ragioni ancora tutte da accertare, precipitando al suolo da un'altezza di diverse decine di metri.
I soccorsi e la dinamica dell'incidente
L'allarme, lanciato immediatamente dai colleghi, ha mobilitato un consistente spiegamento di forze di soccorso, con due squadre Speleo alpino fluviale provenienti dal Comando provinciale dei vigili del fuoco di Lecco e un'autopompa serbatoio dal distaccamento di Valmadrera, giunte rapidamente sul luogo del tragico impatto. Gli interventi dei sanitari, tuttavia, non hanno purtroppo lasciato spazio a speranze, constatando il decesso del pilota sul posto. La dinamica precisa dell'incidente, che ha portato un esperto come Ponzoni a perdere il governo della vela, resta avvolta nell'incertezza e sarà oggetto delle indagini delle autorità competenti, le quali dovranno esaminare ogni possibile fattore, dalle condizioni meteo allo stato dell'attrezzatura, per ricostruire i fatali secondi che hanno preceduto lo schianto.
Un vuoto nell'ambiente del volo libero
La scomparsa di Andrea Ponzoni ha scavato un solco profondo non solo tra i familiari e gli amici più cari, ma in tutto il tessuto sociale e sportivo del Lecchese, che in lui riconosceva un appassionato competente e un riferimento. La sua morte, giunta in un giorno di festa che tradizionalmente apre all'anno nuovo, getta un'ombra di incredulità e dolore su un mondo, quello del parapendio, basato sulla libertà e sul calcolo sapiente dei rischi, dove la tragedia, benché sempre in agguato, colpisce con particolare durezza quando a esserne travolto è un pilota di tale esperienza. L'evento riporta, purtroppo, l'attenzione sulla cronaca nera in montagna, un filone che troppo spesso registra episodi simili, sui quali le forze dell'ordine e la magistratura sono chiamate a fare piena luce, concentrandosi esclusivamente sui riscontri tecnici e fattuali.
Le indagini per fare chiarezza
Il lavoro investigativo, avviato per delineare con precisione le cause dell'incidente, procederà ora attraverso le consuete fasi ispettive e peritali, che coinvolgeranno sia l'apparecchio sia il luogo del decollo e della caduta. Senza spazio per congetture o supposizioni premature, gli inquirenti raccoglieranno le testimonianze dei presenti e i dati tecnici disponibili, cercando di rispondere all'unica domanda che in questi frangenti ha senso porsi: come sia potuto accadere. Il compito, come sempre in simili circostanze, è quello di fornire agli afflitti una risposta chiara, per quanto amara, che possa chiudere, almeno sul piano giudiziario, una vicenda segnata dalla perdita di una vita nel fiore degli anni.




