Terremoto nel Tirreno meridionale, sciame sismico tra Trapani e le Eolie: sette scosse in poche ore, la più forte di magnitudo 3.9

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il basso Tirreno non accenna a dare tregua, e infatti nella notte tra sabato 14 e domenica 15 febbraio 2026 un intenso sciame sismico ha interessato un’ampia area del mare della Sicilia, coinvolgendo sia il trapanese che l’arcipelago delle Eolie, dove alle 5.07 del mattino è stata registrata una scossa di magnitudo 2.9. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, con le sue sale operative di Roma e Catania, ha contato non meno di sette eventi tellurici in meno di ventiquattr’ore, un’attività frenetica che ha avuto il suo culmine nella tarda serata di San Valentino, quando alle 23.48 i sismografi hanno rilevato un terremoto di magnitudo 3.9 con epicentro localizzato al largo delle coste trapanesi -1-2-10. A quel primo evento, il cui ipocentro è stato calcolato a soli 5 chilometri di profondità – e che per questo è stato nettamente avvertito dalla popolazione di Trapani, Erice e delle vicine isole Egadi – hanno fatto seguito altre repliche, alcune delle quali con ipocentri molto più profondi, a testimonianza di una complessa dinamica in atto nelle viscere della crosta terrestre -10.

Uno sciame sismico diffuso: dalle Egadi alle Eolie

La sequenza sismica, che ha interessato il distretto sismico del Tirreno Meridionale, ha mostrato una distribuzione geografica piuttosto ampia, coinvolgendo sia il Canale di Sicilia che le acque antistanti la costa settentrionale dell'isola. Dopo il forte evento delle 23.48, la terra non ha smesso di tremare e, nel corso della notte, i sismografi hanno continuato a registrare movimenti: alle 4.04 del mattino un'altra scossa di magnitudo 3.7, con epicentro a circa 80 chilometri a ovest di Trapani e una profondità di 10 chilometri, ha nuovamente destato i residenti della zona, sebbene, come per i precedenti, non siano stati segnalati danni a persone o cose -5-8. Più a nord, al largo di Ustica, alle 1.53 si era verificato un evento di magnitudo 2.2 con ipocentro a 9 km, mentre nelle ore successive l’attenzione si è spostata verso l’arcipelago eoliano -1-9.

Proprio alle Eolie, e più precisamente al largo di Alicudi, alle 5.07 si è registrata una scossa di magnitudo 2.9, localizzata a una profondità di soli 4 chilometri, un ipocentro talmente superficiale da far supporre che il movimento, seppur di modesta entità, possa essere stato avvertito anche in alcune zone dell'arcipelago -3-5. Questo evento, localizzato dalla Sala Operativa INGV di Catania alle coordinate 38.5060 di latitudine e 14.3820 di longitudine, è stato solo l’ultimo in ordine di tempo di una serie che aveva già visto due lievi scosse di magnitudo 2.3 e 2.0 nella serata precedente nella stessa zona eoliana -1. La variabilità delle profondità ipocentrali, si è passati dai 50 km della prima scossa delle 22.03 ai 5 km di quella più forte, fino ai 4 km di quella eoliana, suggerisce l’attivazione di diversi sistemi o piani di faglia in un’area notoriamente complessa dal punto di vista tettonico -1-2.

Nessun danno segnalato, la distanza dalla costa rassicura

Nonostante il numero considerevole di scosse e la loro distribuzione in un arco di tempo relativamente ristretto, tutti gli epicentri sono stati localizzati in mare aperto, a distanze variabili dalla costa che in alcuni casi superavano i venti chilometri -1. Questa circostanza, unitamente alla magnitudo comunque contenuta degli eventi, ha fatto sì che la popolazione avvertisse i tremori soprattutto nelle aree costiere a loro più vicine, come nel caso della scossa delle 23.48 nel trapanese, ma senza che ciò si traducesse in situazioni di pericolo per l’incolumità pubblica o in danni alle strutture -2-5. I dati forniti dall’INGV, che continuano a essere monitorati in tempo reale dalle sue sale sismiche, indicano come la natura di questi sciami, piuttosto frequenti nel bacino del Tirreno meridionale, sia spesso caratterizzata da un susseguirsi di eventi di moderata energia che si esauriscono nell’arco di poche ore o giorni, senza preannunciare movimenti tellurici di maggiore potenza.

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