Pensioni, aperto uno spiraglio sul bonus Giorgetti anche per il comparto Difesa e Sicurezza

Pensioni, aperto uno spiraglio sul bonus Giorgetti anche per il comparto Difesa e Sicurezza
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Dipartimento Stipendiale e Pensionistico del SIM Carabinieri ha informato i propri iscritti che si è aperto uno spiraglio significativo anche per il personale dell'Arma dei Carabinieri in merito al cosiddetto Bonus Giorgetti, l'incentivo economico destinato ai lavoratori dipendenti che, pur maturando i requisiti per la pensione anticipata entro il 31 dicembre 2026, decidono di rimanere in servizio.

La notizia arriva dopo la riunione informativa che si è svolta il 23 settembre 2026 presso il Centro Unico Stipendiale Interforze, dove si è discusso delle indicazioni fornite dall'INPS sull'applicazione della misura.

La riunione al CUSI e i partecipanti

All'incontro hanno preso parte le Amministrazioni del Comparto Sicurezza e Difesa, con i rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria. Presenti anche la Direzione Generale della Previdenza Militare e della Leva e i Centri Pensionistici delle Forze Armate. L'obiettivo dichiarato era valutare la portata dell'istituto con riferimento al personale in uniforme e i possibili effetti per i militari e gli appartenenti alle Forze di polizia che, pur avendo i requisiti per lasciare il servizio, scelgono di restare.

La circolare INPS n. 42 del 3 aprile 2026 ha confermato espressamente che il regime di non imponibilità fiscale si applica anche agli iscritti alle forme esclusive dell'Assicurazione Generale Obbligatoria, chiudendo ogni dubbio sull'accesso del comparto alla misura.

Requisiti contributivi e specificità del comparto

Il requisito è quello della pensione anticipata ordinaria prevista dall'articolo 24, comma 10, del decreto-legge n. 201/2011: 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, da maturare entro il 31 dicembre 2026. Per il personale del comparto Difesa e Sicurezza, tuttavia, il requisito per la pensione ordinaria anticipata scende a 42 anni e 3 mesi di contributi utili entro la medesima scadenza.

Non è sufficiente, dunque, avere raggiunto uno dei requisiti pensionistici speciali previsti per il comparto: il Bonus Giorgetti 2026 resta collegato ai requisiti della pensione anticipata ordinaria stabiliti dalla normativa generale.

Come funziona l'incentivo in busta paga

Il meccanismo consente al dipendente di rinunciare all'accredito contributivo della quota IVS a proprio carico, cioè i contributi per invalidità, vecchiaia e superstiti che ogni mese vengono trattenuti sullo stipendio. Secondo quanto indicato nel comunicato diffuso al termine della riunione, si tratta dell'8,80% della retribuzione, più l'eventuale 1% aggiuntivo previsto per le retribuzioni più elevate.

Quella somma, invece di essere versata all'ente previdenziale, viene corrisposta interamente al lavoratore con la retribuzione e non concorre a formare il reddito imponibile, in applicazione dell'articolo 51, comma 2, lettera i-bis), del TUIR. L'amministrazione dal suo lato resta obbligata a versare la quota IVS a proprio carico: la posizione assicurativa dell'interessato continua quindi a essere alimentata, ma solo con la contribuzione datoriale.

La procedura per accedere al beneficio

L'accesso non è automatico e non passa dalla catena gerarchica. L'interessato deve presentare domanda in via telematica all'INPS, accedendo al portale tramite SPID, CIE o CNS. Dopo aver verificato la correttezza del proprio estratto conto contributivo e il possesso dei requisiti, l'istanza va inoltrata nella sezione dedicata all'Incentivo al posticipo del pensionamento. L'Istituto verifica la posizione assicurativa e, entro 30 giorni, comunica l'esito al lavoratore e all'amministrazione di appartenenza tramite il servizio di comunicazione bidirezionale.

Solo a quel punto il datore di lavoro può interrompere la trattenuta contributiva a carico del dipendente, erogandola direttamente ogni mese in busta paga, e procedere all'eventuale recupero a conguaglio delle contribuzioni già versate.

Cessazione del beneficio e revoca

L'incentivo cessa di produrre effetti quando il lavoratore consegue una pensione diretta, con l'eccezione dell'assegno ordinario di invalidità, oppure quando viene raggiunto il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia. Il beneficio termina anche in caso di revoca della scelta da parte del lavoratore, che produce effetti dal primo mese di paga successivo a quello in cui viene esercitata.

La decorrenza del bonus è un aspetto fondamentale: gli effetti partono dalla prima data utile di decorrenza della pensione alla quale il lavoratore avrebbe diritto, se la domanda viene presentata prima di tale scadenza. Qualora invece l'opzione venga esercitata successivamente, l'accredito in busta paga decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione dell'istanza.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.