Claude Mythos, la Bce convoca le banche: l’allarme cyber di Francoforte sul nuovo sistema di Anthropic
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Redazione Economia
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Non è solo l’ennesimo avvertimento sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale, ma una convocazione d’urgenza che suona come un campanello d’allarme per l’intero sistema creditizio europeo. La Banca centrale europea, nella consapevolezza che il passo dell’innovazione tecnologica sta improvvisamente accelerando oltre le capacità di reazione delle proprie infrastrutture, ha fissato per martedì 26 maggio una riunione con i vertici degli istituti di credito dell’area euro.
Al centro del tavolo, convocato con un preavviso minimo che denota la gravità della situazione, finisce Claude Mythos: l’ultimo, potentissimo modello di intelligenza artificiale generativa sviluppato da Anthropic, ritenuto capace di violare anche gli standard di protezione informatica più avanzati attualmente disponibili sul mercato.
Un’arma a doppio taglio che diventa minaccia concreta
Mythos, nella versione Preview attualmente in fase di test, non è un prodotto commerciale accessibile al pubblico: la stessa Anthropic ne ha limitato l’uso a un consorzio ristretto di aziende e organizzazioni, prevalentemente statunitensi, nell’ambito di un progetto denominato “Glasswing”. La scelta, come spiegato dai vertici della società guidata da Dario Amodei, deriva dalla duplice natura di questo strumento; se da un lato il modello ha già dimostrato sul campo di saper individuare oltre 23.000 potenziali vulnerabilità in più di mille progetti open source, dall’altro la sua capacità di generare exploit funzionanti in poche ore lo rende un’arma formidabile in mani sbagliate. È proprio questa potenza, capace di trasformare radicalmente il cyberspazio finanziario, a tenere svegli i funzionari dell’Eurotower.
Le stime diffuse da Anthropic – sebbene vadano prese con la cautela dovuta a dati ancora in fase di verifica – dipingono uno scenario inedito: il sistema sarebbe in grado di scoprire falle residue nei software, alcune delle quali sopravvissute per decenni a revisioni manuali, riducendo i tempi di attacco da settimane a pochi minuti.
Frank Elderson, vicepresidente del Consiglio di vigilanza bancaria della Bce, ha chiarito il meccanismo perverso: quando un grande fornitore rilascia una patch di sicurezza, i criminali informatici potrebbero sfruttare l’intelligenza artificiale per fare reverse engineering della vulnerabilità in circa mezz’ora, azzerando di fatto il margine di manovra dei difensori.
Il ritardo europeo e l’accesso limitato al progetto Glasswing
Ciò che aggrava la posizione del Vecchio Continente, tuttavia, non è solo la minaccia tecnologica in sé, ma il divario nell’accesso a questi stessi strumenti di difesa. Anthropic ha infatti concesso l’accesso anticipato a Mythos esclusivamente a un numero limitato di grandi organizzazioni non europee, tra cui colossi come Google, Microsoft e Apple, oltre ad alcuni istituti bancari statunitensi e giapponesi selezionati.
Nessuna banca europea, al momento, è stata ammessa al programma Glasswing, il che impedisce loro di testare preventivamente le proprie difese contro la nuova generazione di attacchi resi possibili dall’algoritmo. Frank Elderson, in un’intervista rilasciata al Financial Times, ha sottolineato che questa disparità non può giustificare l’inazione e che Francoforte intende spingere affinché le banche americane, già dotate di tecnologie più avanzate, condividano le informazioni sulle vulnerabilità scoperte con le controparti europee.
L’obiettivo dichiarato della riunione di martedì, pertanto, non è solo quello di valutare lo stato di salute dei sistemi It locali, ma di creare un canale di intelligence cyber che riduca l’asimmetria informativa.
Verso un nuovo paradigma di sicurezza sistemica
La posta in gioco, per i regolatori di Francoforte, trascende la singola vulnerabilità tecnica per toccare il cuore della stabilità sistemica. Da un lato, c’è la necessità di rivedere radicalmente i protocolli di gestione delle patch: laddove una volta le banche avevano il lusso di testare gli aggiornamenti per giorni, oggi Elderson chiede processi in grado di applicare correzioni in tempo reale, quasi a ridosso del rilascio ufficiale.
Dall’altro, emerge un rischio di concentrazione tecnologica e di bolla finanziaria: l’esposizione degli istituti di credito verso l’intelligenza artificiale non si limita alla difesa informatica, ma include i finanziamenti per i data center e le infrastrutture critiche. Si viene a creare un circolo vizioso per cui una banca che ha investito in un centro di calcolo non è esposta solo al rischio di credito, ma anche a una cascata di minacce legate ai fornitori di energia o all’hardware.
La vigilanza Bce, che ha inserito l’Ia tra le priorità del triennio 2026-2028, chiederà dettagli su queste esposizioni, mentre il vertice di mercoledì servirà a fare chiarezza su come il settore intenda colmare un gap che, se trascurato, potrebbe rivelarsi letale per l’architettura finanziaria del continente.




