Jason Statham interpreterà sé stesso in un film dal Titolo “Jason Statham Stole My Bike”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La notizia, rimbalzata in queste ore dagli uffici vendita dell’European Film Market di Berlino, ha il sapore di un azzardo narrativo che solo un attore con una carriera solida e una consapevolezza ferrea della propria immagine pubblica potrebbe permettersi. Jason Statham, il volto granitico che per oltre due decenni ha popolato le sale di action movie diventati culto come The Transporter o Crank, sarà il protagonista di un film che porta il suo nome già nel titolo, Jason Statham Stole My Bike, una pellicola che gli impone di interpretare una versione romanzata, e probabilmente autoironica, di sé stesso. Alla regia di questo progetto meta-cinematografico, descritto dagli addetti ai lavori come una commedia d’azione dal budget considerevole, si trova David Leitch, cineasta con cui l’attore britannico aveva già condiviso il set di Fast & Furious Presents: Hobbs & Shaw e che vanta nel proprio curriculum titoli come John Wick, Atomic Blonde e Bullet Train -1-3.
Un meccanismo a specchio tra action e commedia
L’operazione, che sembra giocare sul filo del paradosso, vede Statham calarsi nei panni di una superstar dell’azione chiamata... Jason Statham, in quella che viene già definita la parte di una vita. Se i dettagli della trama vengono al momento mantenuti gelosamente segreti, è lecito aspettarsi che il film giochi con i codici e gli stereotipi del genere che lo ha reso celebre, magari abbracciando quella cifra stilistica che lo vuole eternamente impassibile e infallibile. La sceneggiatura, affidata alla penna di Alison Flierl, autrice con un passato in serie animate dissacranti come BoJack Horseman, lascia presagire una narrazione intelligente e capace di satireggiare i meccanismi stessi di Hollywood, lontana anni luce dalla semplice parodia dozzinale -7-9.
Un budget importante per un’idea fuori dagli schemi
A testimoniare la serietà con cui il progetto viene affrontato, nonostante la premessa volutamente sopra le righe, concorre l’entità dell’investimento: si parla di una cifra che supera gli ottanta milioni di dollari, una somma imponente per una produzione indipendente che verrà presentata ai potenziali acquirenti in queste ore. La pellicola, che secondo le prime indiscrezioni dovrebbe ottenere un rating PG-13, entrerà in produzione nel mese di maggio, segnando un ulteriore passo nella collaborazione tra Leitch e la sua etichetta 87North, specializzata in sequenze d’azione coreografate e adrenaliniche -5-10. A produrre, insieme a loro, ci sarà anche la Punch Palace Productions, la società dello stesso Statham, segno di un coinvolgimento che va oltre la mera interpretazione.
L’ombra del passato e la costruzione del personaggio
Statham, che abbiamo imparato a conoscere e a riconoscere per la sua capacità di dosare sguardi glaciali e sferrare calci volanti, ha peraltro già sperimentato in passato derive comiche di successo, come quando nel 2015 prestò il volto a un agente spocchioso e vanesio nella spy-comedy Spy, dimostrando di sapersi prendere gioco del proprio personaggio pubblico con una disinvoltura che allora stupì critica e pubblico. In Jason Statham Stole My Bike, questa tendenza all’auto-parodia potrebbe trovare la sua massima espressione, forse sulla scia di quanto già fatto da Nicolas Cage in Il talento di Mr. C: un attore che accetta di essere sé stesso per indagare, con gli strumenti del cinema, la propria leggenda -1. E mentre le piattaforme di streaming e i distributori si contendono i diritti del film, l’impressione è che ci si trovi di fronte a un’operazione in cui l’ironia, più che un semplice orpello, diventi la struttura portante dell’intera narrazione.




