Nicole Minetti, la grazia e quelle ombre (ancora) non del tutto chiarite sul lusso in Uruguay
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La vita lussuosa tra Uruguay, yacht e party esclusivi – con ospiti del calibro di Naomi Campbell e Valeria Mazza – non è bastata a tenere lontani i riflettori della cronaca giudiziaria da Nicole Minetti, nonostante la grazia ottenuta ormai da qualche mese e quel “radicale distacco dal passato deviante” che aveva convinto la Procura Generale a esprimere parere favorevole. Insieme al compagno, l’imprenditore Giuseppe Cipriani, erede del celebre Harry’s Bar di Venezia, l’ex igienista dentale aveva costruito una sorta di rituale mondano fatto di ricevimenti blindatissimi: che fosse nella tenuta di Maldonado, in Uruguay, o a bordo del gigantesco yacht “Gin Tonic”, gli ospiti selezionati godevano di un’atmosfera sorvegliatissima. Le cronache raccontano di calici sempre pieni, di modelle ospitate in casette appartate per i “dopo festa”, e di un controllo maniacale su ciò che poteva filtrare all’esterno -5, il tutto mentre l’impero economico del compagno, con i suoi 400 milioni di asset in Lussemburgo e la residenza ufficiale nell’Hotel Four Seasons di Dubai, continuava a espandersi anche grazie a un prestito da 270 milioni concesso dal tycoon francese Xavier Niel.
Ma al di là della patina di glamour, ciò che riemerge da una denuncia archiviata – e che rappresenta un’occasione investigativa mancata – è il tentativo di gettare luce su quanto accadeva realmente in quei party, in un intreccio di mondanità e affari che ha sfiorato persino un finanziere come Jeffrey Epstein. Il 5 febbraio 2025, cinque mesi prima della richiesta di grazia, la Procura di Milano ricevette la denuncia di una giovane statunitense: cacciata platealmente dall’hotel di lusso “Casa Cipriani” di via Palestro a Milano il 5 novembre 2024, questa raccontava di aver “aperto gli occhi” sulla relazione burrascosa con il cugino di Cipriani, finita con l’allontanamento dalla struttura. Nel suo esposto, la donna descriveva un giro di frequentazioni tutt’altro che limpide: sosteneva, a suo dire, che nell’albergo fosse “abitudinaria la presenza di frequentatrici disponibili alla prostituzione e l’offerta di stupefacenti”, e che molti dei presenti, tra cui Minetti, fossero “presumibilmente coinvolti nel procurare donne per uomini ricchi”.
Un’indagine dai contorni sfumati e l’ombra della calunnia
Le dichiarazioni della denunciante, sebbene dettagliate nel descrivere gli eventi che coinvolgevano Cipriani e la compagna durante i ricevimenti tra Milano, Corsica e Uruguay, non ebbero il seguito investigativo che forse ci si sarebbe aspettati. La Procura, pur affidando una delega urgente ai carabinieri il 20 febbraio 2025, si trovò dinanzi a un paradosso che avrebbe di fatto pregiudicato ogni possibile sviluppo: l’americana si premurò di contattare direttamente gli indagati, rivelando loro l’esistenza del fascicolo e informandoli del nome del pubblico ministero titolare. Di conseguenza, i legali dei tre indagati – tra cui Ferruzzi e due addetti alla sicurezza dell’hotel – si presentarono immediatamente in Procura per denunciare la donna per calunnia, dimostrando di conoscere dettagli del procedimento che sarebbe stato loro impossibile apprendere altrimenti se non per “indicazione fornita dalla stessa querelante”. La reazione dei magistrati non si fece attendere: nella richiesta di archiviazione del 24 novembre 2025, il pm Andrea Zanoncelli parlò senza troppi giri di parole di “strumentali intenti ritorsivi”, sottolineando come l’attendibilità della testimone fosse ormai “fallimentare”.
Il peso delle frequentazioni e gli intrecci finanziari d’élite
Nonostante la mancata prosecuzione delle indagini penali su quella specifica denuncia, i nomi degli ospiti e il contesto in cui si muoveva la coppia restituiscono l’immagine di un mondo in cui business e lusso si mescolavano senza soluzione di continuità. A bordo dello yacht o nella tenuta sudamericana, sfilavano non solo top model come Naomi Campbell o Valeria Mazza, ma anche uomini d’affari internazionali e persino l’ex broker Jordan Belfort, la cui parabola fatta di eccessi e truffe finanziarie è stata raccontata nel film “The Wolf of Wall Street”. Per Cipriani, questi ricevimenti rappresentavano una vetrina ideale per promuovere i suoi progetti immobiliari di lusso, come il maxi complesso turistico da 500 milioni previsto a Punta del Este. Del resto, la rete di contatti tessuta in questi anni si è rivelata cruciale anche per sostenere le fragili fondamenta di un impero che, nonostante le apparenze, poggia su equilibri complessi: lo stesso Cipriani, in passato, aveva cercato finanziamenti chiedendo soldi a Jeffrey Epstein – un tentativo su cui gli “Epstein files” hanno gettato nuova luce anni dopo.
L’altra faccia della medaglia tra volontariato e zone d’ombra
Se da un lato la vita mondana e le frequentazioni d’élite fotografano una realtà fatta di party e ambiguità, dall’altro il racconto della difesa – e la versione che ha portato alla grazia – ha tentato di dipingere una Nicole Minetti totalmente cambiata, dedita al volontariato e alla cura di un figlio adottivo con gravi problemi di salute. Eppure, anche in questo caso emergono contraddizioni che il passare dei mesi non ha completamente appianato. La Caritas Ambrosiana ha confermato la sua presenza in un doposcuola nella parrocchia di San Marco a Brera, dove si faceva chiamare “signora Cipriani”, con un atteggiamento descritto come “positivo, affidabile e puntuale”. Tuttavia, gli stessi responsabili hanno poi scelto di sospendere la collaborazione non appena il suo nome è tornato prepotentemente alla ribalta della cronaca, mentre fonti raccontano di un impegno sociale che sembra quasi seguire il calendario giudiziario, con interruppi sospette. A tutto ciò si aggiungono i dubbi sulle procedure di adozione del bambino in Uruguay, un caso su cui l’Interpol starebbe ancora setacciando i dettagli alla ricerca di possibili irregolarità, mentre la Procura generale, sollecitata dal Quirinale, cerca di fare chiarezza sulla fondatezza dei certificati medici e delle dichiarazioni presentate.




