Elicottero precipitato sull'Alpe della Luna, recuperati i corpi dei due imprenditori
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Redazione Interno
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Nel tardo pomeriggio si sono concluse, con l'esito purtroppo atteso, le operazioni di recupero dei resti delle due vittime dell'incidente aereo verificatosi sull'Alpe della Luna, un territorio di notevole asperità nel comune di Badia Tedalda, in provincia di Arezzo. L'Agusta Westland AW109, un velivolo di fabbricazione Leonardo, si era schiantato nel pomeriggio di domenica in località Poggio dell’Appione, un'area remota e di difficile accesso al confine tra Toscana e Marche, lasciando poche speranze per coloro che si trovavano a bordo. La carcassa dell'apparecchio, che aveva preso fuoco nell'impatto, è rimasta per ore in balia di un territorio particolarmente impervio, il quale, unitamente alle condizioni meteorologiche non sempre favorevoli, ha inizialmente rallentato i soccorsi, rendendo necessaria una meticolosa pianificazione degli interventi.
Una giornata di operazioni complesse
Le ricerche, riprese all'alba dopo una sospensione forzata, hanno visto come protagonisti assoluti gli specialisti del nucleo Saf, speleo alpino fluviale, del comando dei vigili del fuoco di Arezzo, i cui membri, addestrati per scenari estremi, hanno affrontato pendii scoscesi e una vegetazione fitta. Per raggiungere con la massima celerità il luogo del disastro, situato in una zona che non consentiva un approccio semplice, si è reso indispensabile l'impiego dell'elicottero Drago 125, il quale ha garantito un supporto logistico fondamentale, trasportando personale e attrezzature specialistiche dai reparti volo di Cecina, in provincia di Livorno, e dello stesso capoluogo aretino. L'operazione, che si è protratta per l'intera giornata, ha richiesto uno sforzo coordinato e un dispiegamento di mezzi notevole, sottolineando le criticità di un'area dove l'accessibilità rappresenta una sfida costante.
Le identità delle vittime e lo scenario dell'incidente
Le vittime sono state identificate in Mario Paglicci, imprenditore orafo di 77 anni, fondatore della ben nota azienda Gimet, e in Fulvio Casini, agente immobiliare di 67 anni, originario di Sinalunga; entrambi, accomunati da una tragica sorte, persero la vita durante il volo. L'elicottero, un modello di lusso spesso impiegato per trasporti privati, ha cessato ogni contatto radio domenica pomeriggio, generando immediata apprensione e attivando le procedure di emergenza. I primi soccorritori, giunti sul posto via terra e con mezzi aerei, hanno potuto constatare la gravità della situazione, trovando il velivolo quasi del tutto distrutto dalle fiamme, un rottame carbonizzato in un paesaggio altrimenti incontaminato. La dinamica dell'evento, che le autorità competenti stanno ora cercando di ricostruire nei minimi dettagli, rimane al centro di un'indagine tecnica approfondita.
Le indagini e il procedimento giudiziario
Sul caso, come di consueto in simili circostanze, la procura ha avviato un procedimento per il reato di omicidio colposo, volto ad accertare le eventuali responsabilità e a delineare la catena di eventi che ha portato alla sciagura. Gli investigatori, coadiuvati da periti tecnici, esaminano ogni possibile elemento, dalle condizioni meteo al mantenimento del velivolo, dalle qualifiche del pilota – la cui identità non è stata ancora resa pubblica – alle comunicazioni con il controllo del traffico aereo, senza tralasciare alcun aspetto potenzialmente rilevante. Il lavoro degli esperti si concentrerà sull'analisi dei rottami e, ove possibile, sui dati registrati dalle scatole nere, strumenti fondamentali per comprendere gli ultimi istanti di volo. La magistratura, che segue il dossier con attenzione, vaglierà ogni prova per stabilire se, e in quale misura, negligenze, imperizie o imprudenze abbiano contribuito a determinare l'esito fatale.




