Cronaca di un disastro aereo sull'Alpe della Luna, tra soccorsi e ricordi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La frazione di Parchiule, un piccolo agglomerato di una decina di anime nel comune di Borgo Pace, è diventata, suo malgrado, il centro nevralgico di tutte le operazioni di soccorso. Arroccata ai piedi dell'Alpe della Luna, proprio sotto le vette che hanno visto l'ultimo, tragico volo dell'Agusta Westland 109, questa località remota, ultimo avamposto con un flebile segnale telefonico, ha visto convergere, dal primo pomeriggio di domenica, Vigili del Fuoco, Carabinieri e volontari del Soccorso Alpino e Speleologico provenienti sia dalle Marche che dalla Toscana. Un dispiegamento di forze reso necessario dalla gravità dell'incidente, che ha coinvolto due imprenditori toscani, le cui esistenze si sono spezzate in un lembo estremo della provincia di Arezzo, a Poggio dell'Appione, nel comune di Badia Tedalda, a poche centinaia di metri dal confine con le Marche.

La dinamica e il luogo dell'incidente

L'elicottero, decollato nella medesima provincia aretina domenica mattina, si è schiantato nel tardo pomeriggio, poco prima delle ore diciassette, in una zona boscosa e di notevole difficoltà orografica. I corpi di Mario Paglicci, settantasette anni, figura di spicco nel distretto orafo locale, e di Fulvio Casini, suo amico e collega imprenditore originario di Sinalunga, non sono stati ancora recuperati, un'operazione rimandata con ogni probabilità alla mattina seguente. Le condizioni del velivolo, carbonizzato, lasciano purtroppo pochi dubbi sulle sorti dei due uomini, una certezza ormai condivisa, seppur con dolore, anche dalle rispettive famiglie.

I ricordi di un amico

A dipingere un ritratto più personale di Mario Paglicci, al di là del suo profilo professionale, è stato Francesco Macrì, presidente di Estra, il quale ha voluto condividere un ricordo intenso e personale. "Ho avuto il piacere di volare con lui più di una volta", ha scritto Macrì, sottolineando come in quelle occasioni avesse potuto apprezzare non solo le "straordinarie capacità di pilota" dell'amico, ma anche "la serenità e la gioia che provava nel volare". Un tributo che tratteggia la passione di Paglicci per il volo, un elemento che rende ancor più amara la circostanza della sua scomparsa.

La difficile operazione di recupero

Con l'alba di lunedì, i soccorritori sono tornati sul luogo del disastro, un'area descritta come estremamente impervia e scoscesa, per tentare il recupero delle salme. L'accesso alla zona, raggiungibile con fatica sia via terra che grazie agli elicotteri dei Vigili del Fuoco, è stato interdetto, a protezione di una scena che i primi intervenuti hanno definito, attraverso le immagini diffuse, di un surrealismo drammatico. Le operazioni, che si annunciano complesse, procedono dunque in un paesaggio aspro, dove la natura stessa sembra aver contribuito alla tragedia.

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