Michael J. Fox commuove gli Emmy 2026: «Accettare il Parkinson non significa arrendersi»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Michael J. Fox è stato il protagonista di uno dei momenti più intensi degli Emmy Awards 2026. L'attore ha ricevuto il Bob Hope Humanitarian Award, il riconoscimento che la Television Academy assegna alle personalità televisive capaci di lasciare un segno anche al di fuori dello schermo. A consegnargli il premio è stata Julianna Margulies, sua collega nella serie The Good Wife. Fox è arrivato sul palco del Peacock Theater di Los Angeles in sedia a rotelle, accolto da una lunga standing ovation di una platea visibilmente commossa.

Un premio che arriva da lontano

Il Bob Hope Humanitarian Award è stato istituito nel 2002 per celebrare l'eredità di Bob Hope, il leggendario comico angloamericano che per oltre mezzo secolo ha intrattenuto le truppe americane e usato la propria fama per sostenere battaglie sociali. Non viene conferito ogni anno, ma solo quando un comitato dell'Academy individua una personalità il cui impegno umanitario abbia avuto un impatto duraturo. Prima di Fox lo hanno ricevuto, tra gli altri, Oprah Winfrey, George Clooney, Sean Penn e, l'anno precedente, Ted Danson e Mary Steenburgen.

Nel suo discorso, l'attore ha voluto rendere omaggio proprio a Bob Hope, ricordando una frase che negli anni ha fatto propria: «Non importa quanto sia difficile la vita, bisogna sempre trovare un motivo per sorridere». Poi ha alleggerito l'atmosfera con una battuta sull'essere costretto a sedersi: «Devo stare seduto, quindi godetevelo». Tra il pubblico, il collega di Shrinking Harrison Ford appariva commosso.

La diagnosi e gli anni del silenzio

Fox ha ripercorso la propria storia con la malattia. Era il 1991 e l'attore si trovava in Florida, sul set di Doc Hollywood, quando notò un tremore quasi impercettibile al mignolo della mano sinistra. Inizialmente pensò alla stanchezza o allo stress, ma il tremore non passava. Rientrato a Los Angeles, si sottopose a una serie di controlli neurologici. La diagnosi fu Parkinson a esordio precoce: aveva appena 29 anni.

Per anni decise di tenere segreta la malattia. «Inizialmente ho tenuto nascosta la mia diagnosi di Parkinson. Temevo che avrebbe influito sul mio lavoro e sul rapporto con il pubblico. Avrebbero riso, se avessero saputo che ero malato?», ha raccontato dal palco. Poi, però, «sono rimasto sbalordito dal sostegno che ho ricevuto. Il sostegno di tutti voi». Un supporto che, ha spiegato, gli ha fatto capire di non aver perso ciò che sapeva fare: «Non potevano portarmelo via. Ed è perché vi siete schierati dalla mia parte».

Da quella consapevolezza è arrivata una nuova direzione. «Ho capito che accettare il Parkinson non significava dovermi arrendere alla malattia. Significava semplicemente fare tutto il possibile per chiunque ne sia affetto», ha detto Fox, spiegando come l'accettazione non coincida con la resa, ma con la scelta di agire.

La fondazione e i progressi della ricerca

Nel 2000, quasi un decennio dopo la diagnosi, Fox ha fondato la Michael J. Fox Foundation for Parkinson's Research, con l'obiettivo di raccogliere fondi e finanziare la ricerca scientifica più avanzata. La fondazione ha stanziato oltre 3 miliardi di dollari per sostenere studi e sperimentazioni, diventando uno dei principali punti di riferimento internazionali nella lotta alla malattia.

«Sono orgoglioso dei progressi che abbiamo fatto a beneficio dei pazienti e delle loro famiglie. Ci avviciniamo sempre più all'obiettivo di debellare questa malattia per sempre», ha dichiarato l'attore sul palco degli Emmy. Nel suo intervento ha anche ricordato come il sostegno ricevuto dal pubblico e dai colleghi gli abbia permesso di continuare a lavorare, nonostante le difficoltà crescenti legate alla patologia.

Il passaggio più personale del discorso è stato però il ringraziamento alla famiglia. Fox ha rivolto un pensiero alla moglie Tracy Pollan e ai loro quattro figli, Sam, Aquinnah, Schuyler ed Esmé, ringraziandoli per «i sacrifici, la pazienza e l'amore» dimostrati in tutti questi anni. «Non avete idea», ha aggiunto, lasciando intendere quanto il sostegno dei suoi cari sia stato determinante nel percorso affrontato pubblicamente per decenni.

Una carriera oltre la malattia

Il Bob Hope Humanitarian Award va ad aggiungersi a una carriera già ricca di riconoscimenti. Fox ha vinto cinque Emmy nel corso degli anni e nel 2022 aveva ricevuto il Jean Hersholt Humanitarian Award, l'Oscar onorario assegnatogli proprio per il suo impegno nella lotta contro il Parkinson. Quest'anno era inoltre tornato tra i candidati agli Emmy grazie a una partecipazione in Shrinking, nella categoria dedicata al miglior guest actor in una comedy.

Il premio della categoria è andato postumo a Rob Reiner, ma la serata ha consegnato a Fox un riconoscimento dal significato profondamente diverso.

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