“I Cesaroni - Il ritorno”, le anticipazioni della seconda puntata tra vecchie alchimie e un vuoto che pesa

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’appuntamento con la fiction che ha segnato un’era della tv italiana si rinnova lunedì 20 aprile, quando “I Cesaroni - Il ritorno” tornerà in prima serata su Canale 5 (e contestualmente in streaming su Mediaset Infinity) per la sua seconda puntata. Dopo la ripartenza della scorsa settimana, quella stessa che ha riaccolto il pubblico tra le mura della bottiglieria di Giulio, ci si aspetta che le dinamiche familiari si facciano ancora più intricate: da un lato c’è Marco (Matteo Branciamore), pronto a convolare a nozze con Virginia – la madre di suo figlio Adriano, interpretato da Pietro Serpi – e dall’altro la stessa Marta (Valentina Bivona) che, come da copione, finirà per intrecciare le sue scelte con quelle degli altri componenti di questo clan tanto amato quanto disordinato.

A renderla diversa dalle precedenti stagioni, però, non è soltanto il tempo trascorso – e si tratta di parecchi anni – ma anche una perdita che nessuna sceneggiatura avrebbe voluto includere. Antonello Fassari, il Cesare che per tutti era il fratello irriverente e dolcissimo di Giulio, è scomparso nell’aprile del 2025, e la sua assenza si fa sentire in ogni inquadratura dove un tempo sarebbe spuntato lui con la sua battuta stralunata. Claudio Amendola, ospite domenica pomeriggio a “Verissimo”, lo ha ricordato con poche ma pesantissime parole: “Antonello è stata una delle persone migliori che io abbia mai conosciuto, come uomo e essere umano”. Una dichiarazione che suona quasi come un epitaffio privato, ma che nel contesto della serie diventa anche un modo per misurarsi con un vuoto di cui lo spettatore è perfettamente consapevole.

Il ritorno di una comfort tv che non cancella il tempo che passa

Rivedere quelle stesse location – la bottiglieria, il quartiere, i luoghi di una Roma popolare e verace – e ritrovare le stesse alchimie tra i personaggi produce un effetto quasi ipnotico. Perché, lo si capisce subito, “I Cesaroni” funzionano ancora come una macchina narrativa capace di farci pace col mondo, ma a patto di accettare che il mondo, fuori dallo schermo, è cambiato in peggio. I problemi che i Cesaroni affrontano restano più leggeri di quelli veri, e forse è proprio questa la loro forza: finché Giulio (Amendola) terrà le redini di questa combriccola scalmanata, il lieto fine – magari tra equivoci e litigate – sarà comunque garantito. Nella seconda puntata, ci si aspetta che questa promessa venga mantenuta, senza però dimenticare che il registro della fiction ha dovuto fare i conti con l’assenza di chi, come Fassari, rappresentava l’anima più vulnerabile e umana del gruppo.

Le nozze di Marco e il ritorno di un cast che si allarga

Accanto a Branciamore e Amendola, nella nuova stagione ritroviamo anche Niccolò Centioni e Federico Russo, a dimostrazione che la produzione ha voluto conservare quanto più possibile dell’ossatura originale. La storia, intanto, si concentra sul matrimonio imminente tra Marco e Virginia: un evento che dovrebbe portare stabilità, ma che – chi conosce i Cesaroni lo sa – finirà per innescare l’ennesimo turbine di equivoci, confessioni rimandate e riappacificazioni. Adriano, il figlio della coppia interpretato da Serpi, rappresenta la nuova generazione, quella che osserva gli adulti inciampare sempre negli stessi errori e forse, chissà, impara a non ripeterli. Ma su questo la serie preferisce glissare, lasciando che sia la comicità degli incidenti a fare da collante.

La prima puntata è già disponibile, l’attesa per il 20 aprile cresce

Chi volesse recuperare l’episodio d’apertura – andato in onda lunedì 13 aprile – può farlo gratuitamente su Mediaset Infinity, dove la prima puntata resta accessibile in streaming. In quella prima uscita, s’era già vista la strategia della fiction: mescolare nostalgia e novità, tenere in equilibrio il pianto per Fassari con la risata facile dei pasticci di famiglia. La seconda puntata del 20 aprile dovrà gestire un carico ancora più alto di aspettative, perché adesso il pubblico sa che tipo di vuoto si porta dietro questo “ritorno”. E sa anche che, nonostante tutto, sedersi davanti ai Cesaroni significa concedersi un’ora e mezza in cui i guai si risolvono con un abbraccio o una birra alla spina. Non è poco, in un’epoca in cui la tv generalista fatica a proporre eroi positivi senza risultare stucchevole.

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