Depistaggio e audio inediti, nuovo colpo di scena nel caso Garlasco
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Redazione Interno
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La lunga scia di misteri che avvolge l’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco, si è arricchita di un capitolo destinato a riaprire ferite giudiziarie mai del tutto rimarginate. Questa mattina, alla procura generale di Milano, è stato depositato un esposto – firmato dallo studio legale Gasperini-Fabrizi di Roma – che contiene alcune registrazioni audio inedite, destinate a far luce su un fronte finora esplorato solo per assaggi teatrali e anticipazioni televisive.
Il nodo delle intercettazioni riservate
I file, di cui si era già avuta notizia frammentaria grazie agli interventi ripetuti della criminologa Roberta Bruzzone in trasmissioni come “Quarto Grado” (il programma condotto da Gianluigi Nuzzi), non sarebbero semplici chiacchiere da salotto mediatico. Secondo le prime indiscrezioni, le voci registrate conterrebbero conversazioni e testimonianze che punterebbero dritte verso un presunto tentativo di depistaggio: un’ipotesi, quest’ultima, che riguarderebbe in particolare le indagini le quali, nel corso degli anni, avevano sfiorato la figura di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Sempio, la cui posizione era già stata archiviata due volte in passato, si ritrova oggi indagato dalla procura di Pavia per omicidio in concorso; e l’accusa, in questa nuova fase, lo vuole fianco a fianco o con Alberto Stasi (l’ex fidanzato di Chiara, condannato in via definitiva per l’omicidio) oppure con soggetti ancora ignoti.
Le condotte sotto la lente dei pm
Nell’esposto, si legge nella nota dello studio legale che ha formalizzato il deposito, i “contenuti audio relativi a condotte suscettibili di assumere rilievo” vengono portati all’attenzione della magistratura milanese perché potrebbero raccontare – registrazione dopo registrazione – un reticolo di interferenze gettato proprio sulle attività investigative. Non si tratta, è bene sottolinearlo, di prove materiali del delitto (come un’impronta o un frammento di Dna), bensì di elementi che parlano di come quelle prove sono state cercate, forse deviate o nascoste. È una sottile ma decisiva linea di demarcazione che trasforma l’intero caso: qui non si discute solo di “chi” abbia ucciso Chiara Poggi, ma piuttosto di “come” si sia manovrato per evitare che la verità emergesse.
Il passaggio dalla tv alla procura
Molto del materiale sonoro era già stato anticipato, con il consueto alone di suspense che avvolge le cronache nere in televisione, proprio dalla Bruzzone. La criminologa, nelle sue ospitate, aveva descritto dialoghi e confessioni indirette capaci di scardinare certezze processuali ormai datate. Oggi quelle parole – diventate file – lasciano il palcoscenico mediatico per entrare nelle stanze della procura generale. E il gesto dello studio Gasperini-Fabrizi trasforma l’indiscrezione in atto formale: gli audio sono ufficialmente agli atti, pronti per essere ascoltati, verificati e incrociati con le carte della nuova inchiesta che vede Sempio indagato. Un’inchiesta, quella di Pavia, nata dalle ceneri di vecchie archiviazioni e che ora si trova a fare i conti con un possibile ulteriore reato: quello di chi, in passato, avrebbe tentato di depistare proprio gli accertamenti su di lui.




