Napoli, corteo contro il carovita: manifestanti in marcia verso il Municipio
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Redazione Interno
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Un corteo contro il carovita è partito da piazza Garibaldi a Napoli nel pomeriggio di sabato 24 ottobre, con centinaia di persone dirette verso il centro cittadino. I manifestanti hanno attraversato corso Umberto scandendo anche slogan offensivi contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La mobilitazione si è svolta in una giornata segnata da un rafforzamento delle misure di sicurezza in diverse città italiane, dopo i disordini verificatisi a Milano nel fine settimana precedente. Nelle prime fasi della protesta napoletana non sono state segnalate tensioni, mentre in città era alta l'attenzione per possibili incidenti e danni agli esercizi commerciali.
Presidiata piazza Garibaldi, attenzione all'ordine pubblico
Intorno alle 15, orario fissato per l'avvio della manifestazione, in piazza Garibaldi erano radunate circa 200 persone. Ragazzi e ragazze hanno partecipato al presidio esponendo cartelli contro il caro-vita, in un'iniziativa promossa attraverso i social e inserita in una giornata di mobilitazioni in più città italiane. La chiamata alla protesta aveva alimentato preoccupazioni per la possibilità che la manifestazione degenerasse in episodi di violenza, soprattutto alla luce dei saccheggi e dei danneggiamenti registrati a Milano la settimana precedente. Per prevenire situazioni critiche, le forze dell'ordine hanno predisposto un dispositivo di sicurezza rafforzato nelle aree interessate dal corteo e nei punti considerati più sensibili.
Il prefetto di Napoli ha descritto la situazione come tranquilla, riferendo della presenza di un presidio di circa 200 persone nella zona della stazione. Ha spiegato che in città è stato predisposto un dispositivo di sicurezza significativo per rispondere alla richiesta di protezione dei cittadini e ha ringraziato le forze di polizia per il lavoro svolto nei giorni precedenti. Nel suo intervento ha rivolto un riconoscimento anche al questore e ai comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di finanza, sottolineando l'impegno degli uomini e delle donne in divisa. Le autorità hanno seguito l'evoluzione della mobilitazione mentre i partecipanti si muovevano lungo le strade del centro.
La protesta contro il caro-vita e il timore di nuovi disordini
La manifestazione si inserisce in una fase di crescente attenzione pubblica verso il costo della vita, tema che ha alimentato iniziative di protesta in diverse località italiane. A Napoli la mobilitazione è stata convocata attraverso una rete di chat Telegram e canali social; gli organizzatori e i partecipanti non sono stati descritti come riconducibili a un unico ambiente politico o associativo, ma come un insieme eterogeneo di persone. Il corteo ha portato nelle strade del capoluogo campano il malcontento legato ai rincari, mentre la presenza di slogan contro la premier ha accompagnato il passaggio dei manifestanti. Le preoccupazioni per l'ordine pubblico hanno riguardato in particolare la tutela delle attività commerciali, dopo quanto accaduto nel capoluogo lombardo.
In alcune zone della città, tra cui Chiaia, diversi negozi hanno scelto di tenere le serrande abbassate per precauzione. La decisione è maturata in un clima di allerta, alimentato dal timore che la protesta potesse trasformarsi in scontri o danneggiamenti. La chiusura preventiva delle attività ha rappresentato una misura di cautela da parte dei commercianti, preoccupati per le conseguenze di eventuali disordini sulle vetrine e sugli spazi pubblici. La manifestazione napoletana si è svolta mentre l'attenzione delle autorità era rivolta anche alle altre mobilitazioni organizzate nella giornata in Italia.
In Campania anche la protesta contro il Cpr di Castel Volturno
Il secondo fronte della giornata si è aperto a Castel Volturno, in provincia di Caserta, dove alle 13 è partita una mobilitazione nazionale contro il progetto di realizzare un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr). L'iniziativa, annunciata con lo slogan «No Cpr, né a Castel Volturno né altrove», ha riunito realtà associative, esponenti politici, rappresentanti del mondo ecclesiastico e attivisti contrari alla struttura. Il corteo è partito dal Centro Fernandes e ha percorso la Domitiana, arteria centrale del territorio. Gli organizzatori hanno collegato la protesta alla richiesta di politiche fondate sui diritti, sull'integrazione e sulla giustizia sociale, contestando la scelta di destinare l'area alla costruzione del centro.
La mobilitazione contro il Cpr ha coinvolto un fronte di organizzazioni più strutturato rispetto alla rete che ha promosso la protesta napoletana contro il caro-vita. La partecipazione annunciata a Castel Volturno ha dato alla giornata campana una dimensione nazionale, con l'obiettivo dichiarato di opporsi alla realizzazione della struttura e di chiedere investimenti alternativi sul territorio. Le due iniziative hanno affrontato temi differenti, ma si sono svolte nello stesso contesto di tensione sociale e di rafforzamento delle misure di ordine pubblico che ha interessato diverse città italiane.
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