Ferrari, qualifica amara a Zandvoort: Hamilton quinto, Leclerc sesto. Ma il passo gara convince
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Redazione Sport
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La vigilia faceva ben sperare, e le qualifiche del Gran Premio d'Olanda hanno regalato più di un motivo di riflessione in casa Ferrari. La terza posizione conquistata da Charles Leclerc nella Qualifica Sprint di venerdì, unita al secondo posto ottenuto dal monegasco nella gara Sprint, aveva proiettato la rossa tra le possibili protagoniste del sabato pomeriggio.
Il responso della griglia di partenza, con Lewis Hamilton quinto e Leclerc sesto, ha ridimensionato le ambizioni di una scuderia che a Zandvoort cercava la conferma dei progressi visti nelle sessioni brevi, salvo poi scontrarsi con una realtà fatta di avversari più reattivi e di una strategia di gestione dell'energia che ha sollevato più di un'interrogazione.
L’anomalia della power unit nei rilievi telemetrici
I dati della telemetria raccolti al termine delle qualifiche hanno evidenziato una dinamica curiosa, che gli ingegneri di Maranello dovranno analizzare con attenzione in vista della gara. La SF-26, nelle fasi conclusive del giro secco, ha mostrato una forbice prestazionale netta con la McLaren, in particolare lungo il rettilineo che conduce al traguardo di Zandvoort.
Mentre venerdì la vettura italiana riusciva a difendere le proprie capacità di velocità di punta fino alla linea d’arrivo, sabato si è assistito a una flessione che ha penalizzato il crono, in un tratto dove solitamente la potenza del motore endotermico combinato all’elettrico fa la differenza.
La sensazione che emerge dall’analisi comparata delle due giornate è che l’approccio al rilascio dell’energia elettrica sia stato modificato in modo sostanziale, forse per adattarsi alle condizioni di pista o per preservare le componenti in vista delle lunghe distanze. Tuttavia, la scelta operata dal muretto ha prodotto un effetto controproducente nel giro singolo, perché la rossa ha perso diversi decimi proprio nel tratto compreso tra l'ultima curva e la bandiera a scacchi, dove Lando Norris e le due Mercedes hanno allungato il passo senza pietà.
Gara Sprint e qualifiche: due facce della stessa medaglia
Il confronto tra la prestazione di ieri e quella di oggi è impietoso se si guardano i distacchi: Leclerc, terzo nella Sprint Qualifying a 55 millesimi dalla pole, si è ritrovato a pagare quattro decimi dal miglior tempo nelle qualifiche tradizionali, con un miglioramento di soli 70 millesimi rispetto al suo tempo di venerdì. Al contrario, i principali rivali sono cresciuti in modo esponenziale, lasciando l’impressione che il potenziale della SF-26 sia rimasto in parte inespresso in un momento cruciale del fine settimana.
La terza fila, quindi, rappresenta un risultato al di sotto delle premesse e delle speranze coltivate dopo la Sprint, dove la vettura aveva dimostrato un ritmo da podio e un equilibrio che faceva ben sperare per l’intero weekend olandese.
Il team principal Frederic Vasseur ha commentato a caldo le qualifiche, mostrando un certo rammarico per l'occasione persa, suggerendo che forse sarebbe stato necessario utilizzare in modo più spinto il treno di gomme soft per garantire un posizionamento migliore in griglia.
Le novità tecniche portate a Zandvoort, attese come un fattore di svolta, non hanno prodotto l’impatto sperato in termini di posizionamento, perché la McLaren, che ha piazzato Norris in pole position, e la Mercedes, con Russell e Antonelli subito dietro, hanno fatto decisamente meglio in termini di aderenza meccanica e trazione.
Hamilton, l’ottimismo dopo il “disastro” di venerdì
Dichiarazioni di segno opposto, invece, per quanto riguarda Lewis Hamilton, che aveva definito la sua situazione un “disastro” al termine delle qualifiche Sprint di venerdì pomeriggio. Il sette volte campione del mondo, reduce da un deludente settimo posto nella Sprint Race, ha lavorato a lungo con i suoi tecnici per trovare il bandolo della matassa, modificando l'assetto in cerca di quel feeling che fino a quel momento gli era mancato.
La risposta della monoposto è arrivata nel momento decisivo, perché Hamilton è riuscito a piazzarsi quinto, precedendo il compagno di squadra e recuperando fiducia in vista del Gran Premio di domenica. Le sue parole al termine delle qualifiche hanno lasciato spazio a un cauto ottimismo, e il pilota inglese ha ribadito di sentirsi pronto per una gara che si preannuncia combattuta, con un passo che potrebbe rivelarsi all'altezza delle prime posizioni.
La sua capacità di adattamento alle condizioni mutevoli di Zandvoort è stata determinante per ribaltare una situazione che sembrava compromessa, e la scelta di lavorare sulla messa a punto delle sospensioni ha restituito alla vettura quella stabilità in frenata che era mancata nella giornata precedente. Hamilton, ormai veterano di queste situazioni, sa che la qualifica è solo una parte del fine settimana, e il suo sguardo è già proiettato verso la partenza e la gestione delle gomme, dove la Ferrari ha dimostrato di poter esprimere un passo gara convincente.
Il passo gara come ancora di salvezza per il dopo qualifica
Al di là del piazzamento in griglia, il dato che alimenta le speranze della scuderia di Maranello è il ritmo mostrato nella lunga distanza durante le simulazioni dei turni di prove libere. La SF-26, pur pagando qualcosa in termini di prestazione pura sul giro secco, sembra avere una consistenza che potrebbe tornare utile in una corsa come quella di Zandvoort, dove il degrado degli pneumatici e la gestione dell’energia giocheranno un ruolo chiave.
Se la rossa è sembrata plafonata in qualifica, con un miglioramento di appena 70 millesimi rispetto al venerdì, la sua capacità di preservare le coperture posteriori potrebbe rappresentare un'arma tattica per rimontare posizioni e approfittare degli errori altrui.
Gli avversari, a partire da una McLaren molto efficace sul singolo giro, dovranno gestire la pressione di una gara che potrebbe riservare sorprese, e la Ferrari, pur partendo dalla terza fila, ha tutte le carte in regola per giocarsi un posto sul podio se riuscirà a interpretare al meglio la strategia ai box. Le condizioni atmosferiche, sempre incerte in questo tracciato sul Mare del Nord, potrebbero ulteriormente mescolare le carte, rendendo la scelta degli pneumatici da bagnato una variabile da non sottovalutare.
La partenza, con Hamilton che scatterà dalla quinta piazza e Leclerc subito alle sue spalle, offrirà due vetture in grado di sfruttare eventuali incidenti o difficoltà dei diretti rivali, e il duo di piloti, sebbene deluso dalla prestazione in qualifica, si dice pronto a lottare con determinazione per riportare a casa un risultato che risollevi l'umore di una squadra che vive di alti e bassi in questa stagione.
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