Autovelox, dal 30 novembre 2025 solo quelli in elenco potranno multare
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Redazione Interno
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Gli autovelox non dichiarati, ormai, non potranno più generare sanzioni valide. Il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lo ha precisato tempo fa, definendo la registrazione dei dispositivi come “condizione necessaria per il legittimo utilizzo”. In pratica, entro il 30 novembre 2025, Comuni, Province e forze di polizia dovranno completare la comunicazione al ministero di tutti i dispositivi di rilevazione della velocità presenti sul proprio territorio, un passaggio obbligatorio che, se disatteso, priverà di ogni efficacia le contravvenzioni elevate.
La situazione nel Reatino e a Viterbo
Una mappatura definitiva, la cui assenza ha a lungo caratterizzato il settore, comincia a delineare un panorama più chiaro. Nel Reatino, ad esempio, sono undici gli autovelox autorizzati: sei quelli fissi, tre quelli mobili e due che possono essere utilizzati in entrambe le modalità. Osservata speciale è la Salaria, con il Comune di Antrodoco che risulta titolare di ben tre apparati, seguito dal Comune di Rieti con due. È la fotografia dei sistemi di controllo della velocità nella provincia, alla luce della pubblicazione dell’elenco ufficiale che si trova sul sito del ministero: quelli che non ci sono, da sabato non possono più funzionare e fare multe. Nella provincia di Viterbo, invece, risultano autorizzati ventotto dispositivi e sistemi di rilevamento, distribuiti in dodici comuni diversi.
Il censimento nazionale e il nuovo portale
La pubblicazione, avvenuta in questi giorni, arriva a seguito della scadenza dei termini previsti per il censimento nazionale degli autovelox, concludendo una fase fondamentale per garantire la legittimità d’uso di questi strumenti. Da quel momento gli automobilisti possono consultare la mappa ufficiale di autovelox e Tutor sul portale dedicato del ministero. È la carta d’identità dei 3.625 apparecchi autorizzati in Italia: marca, modello, matricola, chilometro esatto e approvazione prefettizia. Un atto di trasparenza, questo, che mira a ridurre le zone d’ombra e le contestazioni.
Le conseguenze immediate per i dispositivi non in regola
Del resto il decreto del direttore generale per la Motorizzazione era chiaro: chi non avesse registrato i propri strumenti, entro lo scorso weekend, avrebbe dovuto spegnerli. Il mancato adempimento, di fatto, comporta l’impossibilità di procedere all’accertamento delle violazioni e all’elevazione delle sanzioni, rendendo di conseguenza nulli i verbali già prodotti da dispositivi non censiti. Una direttiva che, sebbene appaia come un semplice adempimento amministrativo, stabilisce un principio di legalità stringente, delimitando in modo netto i confini entro i quali le amministrazioni locali possono agire per la sicurezza stradale.




