Mistero a RAF Fairford: i droni iraniani dietro il ritiro dei B-1 Usa
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Redazione Esteri
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Gli Stati Uniti hanno ritirato i bombardieri B-1 dalla base di RAF Fairford, nel Regno Unito, dopo una segnalazione su una possibile minaccia legata a droni iraniani. La decisione è arrivata pochi giorni dopo l’arresto di cinque uomini vicino all’installazione militare britannica, un episodio che ha aperto un’indagine su un possibile piano terroristico e su eventuali collegamenti con soggetti stranieri.
Gli arresti vicino alla base e i sospetti sull’operazione
L’allarme a RAF Fairford è scattato nella notte del 27 settembre, quando la polizia ha ricevuto una segnalazione relativa a tre veicoli diretti verso l’area della base utilizzata dagli Stati Uniti per le operazioni con i bombardieri. Poco dopo una residente della zona ha contattato le autorità riferendo di aver visto tre furgoni e un gruppo di persone nei pressi dell’installazione. Gli agenti intervenuti hanno fermato cinque uomini britannici sulla ventina, mentre nei mezzi è stata trovata benzina ma non materiale esplosivo.
L’inchiesta britannica ha preso in considerazione diverse ipotesi, compresa quella di un possibile coinvolgimento di uno Stato straniero. Le autorità hanno successivamente indicato l’esistenza di elementi che collegavano l’episodio all’Iran, mentre Teheran ha negato ogni responsabilità. L’indagine è stata condotta dalle strutture antiterrorismo britanniche insieme ai partner statunitensi, con verifiche sulle modalità con cui i sospetti avrebbero potuto agire e sull’eventuale presenza di una regia esterna.
Perché gli Stati Uniti hanno spostato i bombardieri
Il trasferimento dei B-1 è stato deciso dopo una valutazione di sicurezza che riguardava un possibile attacco con droni contro velivoli e personale americano presenti nella base. Fonti statunitensi hanno spiegato che lo spostamento è stato effettuato come misura precauzionale e che i bombardieri possono essere impiegati anche da altre sedi operative, mantenendo la capacità di missioni a lungo raggio.
RAF Fairford ha un ruolo strategico per l’aviazione militare statunitense perché viene utilizzata come punto avanzato per i bombardieri pesanti. La base, situata nel Gloucestershire, è stata impiegata in diverse operazioni militari americane nel corso degli anni e nel 2026 era diventata un punto di appoggio per le missioni collegate al conflitto con l’Iran. La possibilità di colpire strutture militari occidentali attraverso droni a basso costo ha aumentato l’attenzione sulla vulnerabilità delle installazioni fisse.
La pista iraniana e le reazioni politiche
Il caso ha assunto una dimensione internazionale dopo le dichiarazioni dei vertici politici americani e britannici. Donald Trump ha collegato il ritiro degli aerei alla presenza di una minaccia specifica, mentre altri esponenti dell’amministrazione statunitense hanno sottolineato il carattere prudenziale della scelta. Le autorità britanniche hanno confermato che gli investigatori stanno valutando anche la possibilità di un coinvolgimento di soggetti legati a governi stranieri.
Un ulteriore elemento dell’inchiesta riguarda l’arresto successivo di un uomo con doppia cittadinanza britannica e iraniana, fermato a Londra nell’ambito degli accertamenti collegati alla vicenda. Gli investigatori stanno esaminando se i diversi episodi siano collegati tra loro e quale fosse l’obiettivo dell’eventuale operazione.
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