Maserati, Jac conferma i colloqui con Stellantis e Huawei: si tratta su costi e assemblaggio a Cassino
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Redazione Economia
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La notizia arriva da Shanghai e ha il peso di una comunicazione depositata agli atti di Borsa. Jac Motors ha riconosciuto ufficialmente l’esistenza di interlocuzioni con Stellantis e il gigante tecnologico Huawei per valutare una possibile collaborazione a tre. L’indiscrezione, circolata sulle principali testate finanziarie nelle settimane precedenti, trova ora una prima conferma formale, sebbene accompagnata da cautele significative.
Nel documento, il costruttore cinese precisa infatti che «contenuti e forma dell’eventuale collaborazione non sono ancora stati definiti» e che non è stato firmato alcun accordo formale vincolante.
Il nodo della produzione e il ruolo di Cassino
Al centro delle discussioni non ci sono soltanto tecnologia e ripartizione degli investimenti, ma anche il destino industriale dello stabilimento Stellantis di Cassino. Secondo le ricostruzioni, il progetto allo studio prevedrebbe due nuovi modelli Maserati a propulsione elettrica: un suv di dimensioni medio-grandi e una granturismo di grandi dimensioni.
Per la produzione destinata ai mercati internazionali si valuterebbe uno schema di assemblaggio semi-knocked down, con le scocche realizzate a Hefei, in Cina, e il completamento degli interni premium e la calibrazione finale in Italia, verosimilmente nel sito di Piedimonte San Germano.
Il nodo dei costi e la tecnologia Huawei
L’intesa, tuttavia, non è ancora chiusa. Il confronto verte principalmente sul prezzo delle tecnologie fornite da Huawei, in particolare per il sistema di assistenza alla guida di livello 3. Stellantis riterrebbe troppo elevato il costo di alcune componenti e starebbe discutendo una revisione della configurazione. Anche la ripartizione degli investimenti sarebbe oggetto di negoziato, con il gruppo italofrancese intenzionato a non accollarsi una quota eccessiva.
Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe una differenziazione delle dotazioni tra le versioni destinate al mercato cinese e quelle per l’Europa, sia per ragioni di costo sia per adattarsi alle diverse normative.
La conferma ufficiale e le precisazioni delle parti
La comunicazione di Jac è arrivata dopo forti oscillazioni al rialzo del titolo alla Borsa di Shanghai, salito del 20% in tre sedute. Contattata sulla vicenda, Stellantis ha mantenuto il riserbo istituzionale, limitandosi a dichiarare tramite un portavoce che «nell’ambito della normale attività intrattiene discussioni con diversi operatori industriali in tutto il mondo» e che fornirà aggiornamenti rilevanti nei tempi e nei modi opportuni.
L’amministratore delegato Antonio Filosa aveva già escluso nei mesi scorsi l’ipotesi di una cessione di Maserati o dello stabilimento di Cassino, indicando nella collaborazione industriale la strada per aumentare i volumi produttivi.
Un quadro industriale in profonda crisi
La possibile partnership si inserisce in un contesto produttivo particolarmente critico per il sito di Cassino. Nel primo semestre 2026 la produzione è crollata a 6.700 unità, segnando un calo del 36,2% rispetto all’anno precedente. L’occupazione è scesa a circa 2.130 addetti e l’attività è ridotta a poco più di cinque o sei giorni lavorativi al mese. Nei primi sei mesi dell’anno si sono registrate 39 giornate di lavoro effettivo, con oltre 500 lavoratori coinvolti in contratti di solidarietà. Il rilancio del marchio Maserati, che nel 2025 ha consegnato meno di 8.000 vetture, è atteso per dicembre, quando Stellantis presenterà il piano strategico del Tridente a Modena.
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