Nicoletta Verna esclusa dalla dozzina del Premio Strega 2025: "Meravigliata dall'affetto"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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«Ringrazio di cuore tutte le persone che in queste ore stanno dimostrando il loro affetto per I giorni di vetro. Sono meravigliata e commossa». Con queste parole Nicoletta Verna ha reagito alla mancata ammissione tra i dodici finalisti del Premio Strega 2025, un esito che ha suscitato non poche polemiche. A esprimere disappunto era stato, tra gli altri, Paolo Repetti, direttore editoriale di Einaudi Stile libero, il quale, intervenuto a margine della presentazione ufficiale della dozzina, aveva dichiarato a Repubblica di essere «sorpreso e dispiaciuto».
La selezione di quest’anno, che comprende opere capaci di spaziare dal giallo alla distopia, dal romanzo di formazione alle saghe familiari, riflette una narrativa italiana sempre più orientata verso storie in cui l’individuo – con le sue fragilità e i suoi conflitti interiori – occupa un ruolo centrale. «Predomina il racconto dell’Io: la cosiddetta autofiction o l’autobiografia vera e propria, coi suoi fasti e le sue miserie», ha osservato Melania Mazzucco, tracciando un quadro della produzione letteraria attuale.
Tra i nomi più attesi figura Andrea Bajani, candidato con L’anniversario (Feltrinelli), un romanzo che affronta, con toni asciutti e implacabili, il tema del distacco dalla famiglia d’origine e del peso delle eredità emotive. Ma a catturare l’attenzione è soprattutto l’ingresso in dozzina di Elvio Carrieri, classe 2004, il più giovane finalista della storia del premio. Il suo esordio, Poveri a noi (Ventanas), è approdato tra i candidati quasi per caso, come ha ammesso lo stesso autore: «Non pensavo che potesse succedere, figuriamoci arrivare nella dozzina».




