Smog in Lombardia, da domani stop ai diesel Euro 4 a Cremona e Lodi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Scattano da domani, martedì 10 marzo, le misure temporanee antismog di primo livello nelle province di Cremona e Lodi, come da disposizione di Regione Lombardia. Il provvedimento, che rientra nel piano regionale per la qualità dell'aria, è stato adottato a seguito dei superamenti dei limiti di PM10 registrati domenica 8 marzo da Arpa Lombardia. A Lodi, per esempio, la centralina di viale Vignati ha toccato i 59 microgrammi per metro cubo, mentre a Sant'Alberto se ne sono contati 52, valori ben al di sopra della soglia di legge fissata a 50 microgrammi. Nel cremonese, dove si è raggiunta una media di 52,5 microgrammi, si tratta del quinto giorno consecutivo di superamento, condizione che in base alle nuove regole impone l'attivazione delle restrizioni.

Veicoli bloccati e limitazioni per il riscaldamento

Il cuore del provvedimento riguarda la circolazione stradale: nei Comuni con più di trentamila abitanti, e in tutti quelli che hanno volontariamente aderito alle misure, sarà in vigore il divieto di circolazione per i veicoli a benzina Euro 1 e precedenti, e per i diesel fino alla classe Euro 4 compresa. Il blocco, che si aggiunge alle limitazioni strutturali già esistenti, colpisce anche i mezzi dotati di filtro antiparticolato (Fap) e quelli che hanno aderito al sistema Move-In, poiché durante le allerte temporanee questa deroga chilometrica viene sospesa. Le limitazioni non riguardano però solo il traffico: scatta anche il divieto di utilizzo degli impianti termici alimentati a biomassa legnosa con prestazioni energetiche fino a tre stelle, così come il divieto di spandimento dei liquami zootecnici – fatta eccezione per le tecniche di iniezione diretta o interramento immediato – e il divieto totale di combustioni all'aperto, a meno che non si tratti di falò per rievocazioni storiche o tradizioni popolari autorizzate dai Comuni. Inoltre, per ridurre i consumi energetici e abbattere ulteriormente le emissioni, viene imposta la riduzione di un grado della temperatura massima nelle abitazioni.

La situazione a Monza e il contesto regionale

Queste misure, come precisato dalla delibera di Giunta regionale numero 5613 del 12 gennaio 2026, non rappresentano una novità assoluta per il Lodigiano, dove i blocchi erano già stati attivati a fine febbraio per poi essere revocati dopo pochi giorni a causa del miglioramento temporaneo delle condizioni atmosferiche. Da domani, invece, le restrizioni tornano in vigore e si estendono anche alla provincia di Cremona. Rimangono invece valide le disposizioni già attive nella provincia di Monza e Brianza, che non aveva mai sospeso le misure nei giorni scorsi. L'attivazione di queste limitazioni temporanee, va ricordato, segue un meccanismo ormai rodato: si basa sui controlli effettuati da Arpa Lombardia, di norma il lunedì e il giovedì, e scatta quando si verificano due giorni consecutivi di superamento del limite di PM10. Le previsioni meteorologiche, che per questi giorni non lasciano presagire cambiamenti significativi con l'alta pressione che continua a dominare sulla Pianura Padana, hanno suggerito ai tecnici regionali di non attendere ulteriori verifiche, rendendo così operative le restrizioni a partire dalla giornata di domani.

L'inverno mite e l'accumulo di polveri sottili

L'attivazione delle misure nelle due province arriva in un contesto regionale che, per quanto riguarda la qualità dell'aria, si sta rivelando particolarmente complesso. L'inverno 2025-2026, caratterizzato da temperature miti e scarse precipitazioni, non ha favorito la dispersione degli inquinanti, fenomeno tipico invece in presenza di piogge e ventilazione. A Milano, per esempio, la centralina di viale Marche ha già superato il limite di legge che prevede un massimo di trentacinque giorni all'anno con concentrazioni di PM10 oltre i 50 microgrammi per metro cubo: considerando che siamo solo al 9 marzo, significa che più di un giorno su due dall'inizio dell'anno ha fatto registrare valori fuorilegge in quella postazione. Un quadro che, seppur con differenze locali, accomuna l'intera regione e che spiega la frequenza con cui, in questo periodo, si susseguono le ordinanze di blocco del traffico e le altre misure emergenziali. Il sistema dei livelli, con il passaggio dalla fase arancione (primo livello) a quella rossa (secondo livello) in caso di sforamenti prolungati per sette giorni consecutivi, è studiato per graduare l'intensità delle restrizioni, colpendo progressivamente anche i veicoli più moderni e limitando ulteriormente l'uso degli impianti di riscaldamento a legna. Per ora, a Cremona e Lodi, ci si ferma al primo scatto, ma l'attenzione resta alta.

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